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‘Ndrangheta, maxi sequestro da 1,3 milioni di euro: sotto chiave aziende, immobili e conti

misura patrimoniale

‘Ndrangheta, maxi sequestro da 1,3 milioni di euro: sotto chiave aziende, immobili e conti

Blitz della Guardia di Finanza tra Calabria, Lazio e Lombardia. I beni sottoposti a sequestro, sono riconducibili a due imprenditori legati alla cosca di ‘ndrangheta di Sant’Eufemia d’Aspromonte

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REGGIO CALABRIA – Colpo ai patrimoni di soggetti legati alla ‘ndrangheta, con un maxi sequestro del valore di circa 1 milione e 300 mila euro. La Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il supporto operativo dello Scico, ha eseguito in Calabria, Lazio e Lombardia, due provvedimenti di sequestro patrimoniale emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria.

‘Ndrangheta, il sequestro e il legame con l’operazione “Eyphemos”

La misura patrimoniale rappresenta lo sviluppo, sotto il profilo economico-finanziario, delle risultanze investigative emerse nell’ambito dell’operazione “Eyphemos”, eseguita nel 2020 dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia. L’inchiesta aveva fatto luce sull’operatività della locale di ’ndrangheta di Sant’Eufemia d’Aspromonte e sui collegamenti con la cosca Alvaro di Sinopoli.

Le indagini patrimoniali hanno riguardato due soggetti legati da vincoli di parentela, originari del versante tirrenico della provincia reggina e attivi prevalentemente nel settore edilizio. Entrambi risultano condannati in primo grado rispettivamente a 14 e 15 anni di reclusione per diversi reati, tra cui quello di associazione di stampo mafioso.

Guardia finanza sequestro ndrangheta 02

Il ruolo apicale nella cosca

Le misure patrimoniali sono state eseguite nei confronti di Cosimo Cannizzaro detto “Spagnoletta” e di suo genero, Giuseppe Bagnato detto “Pinuccio“. Quest’ultimo è deceduto nel 2024 dopo il processo di primo grado quando entrambi sono stati condannati rispettivamente a 14 anni e 15 anni di carcere per associazione mafiosa. In Appello, quindi, la sentenza è stata confermata per il solo imputato Cannizzaro che attende la decisione della Corte di Cassazione prevista per il 17 febbraio. I due erano legati tra loro da vincoli di parentela e avevano interessi imprenditoriali prevalentemente nel settore dell’edilizia.

Nel provvedimento di sequestro, secondo gli investigatori, Cannizzaro “veniva preso come riferimento per le relazioni con affiliati di altre articolazioni, sia nazionali che addirittura australiani, sia per questioni di affiliazioni che per richieste estorsive da rivolgere agli imprenditori individuati quali vittime delle pretese”.

L’imprenditore deceduto, Bagnato, invece “era risultato, sulla scorta degli atti dell’indagine, – si legge nella nota stampa – ben inserito nei ranghi della medesima cellula mafiosa, rivestendo un ruolo di spicco all’interno del gruppo, tanto da essere considerato come uno dei pochi soggetti della cosca dotato del carisma utile per la costituzione di una nuova locale di ‘ndrangheta“.

Guardia finanza sequestro ndrangheta 01

Alla luce di tali evidenze, la Procura della Repubblica ha delegato il G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Calabria a svolgere approfondite indagini economico-finanziarie. Gli accertamenti hanno consentito di individuare beni direttamente e indirettamente riconducibili ai due imprenditori, il cui valore è risultato sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati.

Aziende, immobili e conti sotto sequestro

Sulla base degli elementi raccolti, e allo stato del procedimento, sono state avanzate specifiche proposte di applicazione di misure patrimoniali, accolte dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria. I provvedimenti eseguiti dispongono il sequestro di tre ditte individuali e due imprese, operanti nei settori della tenuta di dati contabili, energia ed edilizia, ubicate nelle province di Reggio Calabria, Roma e Milano, nonché quote societarie, beni immobili, rapporti bancari, finanziari e assicurativi, per un valore complessivo di circa 1,3 milioni di euro.

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