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Neonata rapita a Cosenza: per Rosa Vespa decisa la perizia psichiatrica su richiesta della difesa

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Neonata rapita a Cosenza: per Rosa Vespa decisa la perizia psichiatrica su richiesta della difesa

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Tribunale-Cosenza Rosa Vespa

COSENZA – Si terrà il prossimo 27 ottobre l’udienza di conferimento dell’incarico al perito, per l’esecuzione della perizia psichiatrica nei confronti di Rosa Vespa, 51 anni, richiesta dai legali della donna, gli avv.ti Teresa Gallucci e Gianluca Garritano, condizionata alla richiesta del giudizio con rito abbreviato. La decisione è stata presa questa mattina dal Giudice per le Indagini Preliminari di Cosenza, la dottoressa Letizia Benigno, relativamente al processo a carico di Rosa Vespa, la donna di 51 anni che lo scorso 21 gennaio, ha rapito una neonata dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza fingendosi un’infermiera.

Ammesse tutte le parti civili

La piccola venne ritrovata poche ore dopo nell’abitazione della donna e di suo marito dove era in corso una festa. Una vicenda che ha scosso l’intera città e che ora, entra nella fase più delicata, quella giudiziaria. Gli avvocati di Rosa Vespa hanno chiesto il giudizio abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica sulla donna.

Il Giudice ha inoltre ammesso tutte le parti civili anche se la difesa si era opposta a quella dei nonni. Presenti anche i legali della famiglia della piccola Sofia: l’avvocato Giorgio Roccisano, che rappresenta i nonni materni, l’avvocato Natascha Gardi in qualità di legale dei nonni paterni mentre gli avvocati Palo Pisani e Chiara Penna rappresentano i genitori della piccola Sofia.

Valeria Chiappetta: «andiamo avanti e ci affidiamo alla Giustizia»

Fuori dal tribunale, le parole di Valeria Chiappetta, mamma della piccola Sofia: «Non provo nessun sentimento per questa persona, non ne voglio neanche parlare e non mi va di esprimermi».  «Andiamo avanti, passo per passo, e ci affidiamo alla giustizia». A chi le chiede se sente di rispondere a quanti l’hanno definita “incauta” quel giorno a consegnare la sua bambina a quella donna, Valeria risponde «è un argomento molto delicato, sono ricordi brutti. Una mamma fa il massimo per i propri figli e una cosa del genere non me la sarei mai aspettata nella vita».

avv chiara penna e valeria chiappetta

L’avvocato Chiara Penna, che difende i genitori spiega: «la difesa ha avanzato richiesta di rito abbreviato condizionato dalla perizia psichiatrica in subordine all’escussione dei due consulenti, il prof. De Pasquali e la d.ssa Nicotera, che è la consulente della difesa che erano in contrasto ovvero, De Pasquali ritiene la donna ‘capace di intendere e di volere’ mentre il consulente della difesa di Rosa Vespa, esattamente l’opposto. Noi ci siamo opposti alla perizia principalmente perchè il consulente del Pubblico Ministero è sì, un consulente nominato da una parte pubblica, non è equiparabile al perito però, nominato chairamente nella fase di indagine come ausiliario del Pm che indaga anche a favore dell’indagata. E’ chiaro che viene ad essere una consulenza nell’interesse dell’indagata e non contro la persona a quel tempo sottoposta a indagine. Ci aspettavamo che sarebbe stata accolta la richiesta di perizia. In quella sede noi confermeremo le nomine delle nostre consulenti: la prof.ssa Simonetta Costanzo e la dott.sa Flaminia Bolzan»

Rosa Vespa e il giorno del rapimento

Rosa Vespa si era introdotta nella clinica spacciandosi per il personale sanitario dopo avere simulato una gravidanza, ingannando il marito e i familiari, e raccontando di essere prossima al parto. La notte del 20 gennaio aveva dormito in hotel, e nel pomeriggio del 21 con una messinscena, era riuscita ad uscire dalla clinica con in braccio la piccola Sofia, appena nata. Un’intera città si era mossa quella sera e la bambina era stata ritrovata poche ore dopo nella casa dell’imputata, dove nel frattempo era stata organizzata addirittura una festa.

A distanza di otto mesi dal drammatico rapimento di Sofia, oggi la decisione del Gip e, così come già annunciato, i legali della famiglia della bambina, interverranno con una propria consulenza tecnica. Già la richiesta di arresti domiciliari, aveva suscitato polemiche ed era stata contestata duramente dai familiari della bimba per la mancata notifica e il rischio di reiterazione del reato.

 

 

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