Area Urbana
LE CONTESTAZIONI
Neonata rapita a Cosenza, chiuse le indagini sulla clinica “Sacro Cuore”
La chiusura delle indagini rappresenta un passaggio fondamentale verso l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura. Al centro il ruolo della clinica da cui venne rapita la piccola Sofia

COSENZA – La Procura della Repubblica di Cosenza ha chiuso le indagini sulla clinica privata “Sacro Cuore” nell’ambito del secondo filone investigativo legato al rapimento della piccola Sofia. I fatti risalgono a gennaio dello scorso anno quando la neonata venne sottratta ai genitori poche ore dopo la nascita e ritrovata dalla Polizia. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Antonio Bruno Tridico, punta ora a fare luce sulle eventuali responsabilità interne alla struttura sanitaria privata.

Il rapimento della piccola Sofia dalla clinica
Il caso aveva profondamente scosso l’opinione pubblica calabrese e nazionale. La neonata era stata portata via dalla clinica da Rosa Vespa, 52 anni, che si era finta una puericultrice riuscendo così a introdursi abusivamente nella struttura sanitaria. La donna era stata successivamente rintracciata dalla Polizia insieme alla bambina, che venne restituita ai genitori in buone condizioni. Per quei fatti, Rosa Vespa è stata condannata con rito abbreviato a 5 anni e 4 mesi di reclusione con l’accusa di sequestro di persona.

Le contestazioni alla clinica privata
Nel nuovo fascicolo investigativo la Procura contesta a figure riconducibili alla clinica “Sacro Cuore” una serie di presunte violazioni delle norme in materia di sicurezza e controlli interni. Al centro dell’indagine vi sarebbero omissioni e carenze nei protocolli di vigilanza che avrebbero consentito alla donna di accedere liberamente alla struttura e portare via la neonata senza essere fermata. La chiusura delle indagini rappresenta un passaggio fondamentale verso l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura.



















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