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“Non c’è campo”, digital divide: Uncem rilancia la mappatura delle zone senza segnale mobile

Italia

DIVARIO DIGITALE

“Non c’è campo”, digital divide: Uncem rilancia la mappatura delle zone senza segnale mobile

Territori isola in cui non c’è campo nè segnale. Uncem – Unione dei Comuni montani – chiede l’aiuto di cittadini e sindaci per aggiornare la mappa delle aree d’Italia senza copertura

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Non c'è Campo - Uncem 01

ROMA – Territori isolati, telefoni muti e rischi per la sicurezza pubblica: in poche parole “non c’è campo”, e l’Uncem – Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani – chiede l’aiuto di cittadini e sindaci per aggiornare la mappa delle aree senza copertura.

“Non c’è campo”, Uncem «territori senza segnale e telefoni senza linea»

Da questa fotografia preoccupante Uncem rilancia la mappatura nazionale delle aree del Paese prive di copertura di telefonia mobile, dove telefonare, inviare messaggi o navigare su internet è impossibile, con gravi ricadute anche sulla sicurezza pubblica. Un’emergenza che Uncem definisce prioritaria e non più rinviabile, al pari di quella della banda ultralarga e della ricezione televisiva nelle zone montane.

Non c'è Campo - Uncem 03

Un problema non solo delle aree interne

«Vogliamo continuare ad agire su una grande emergenza del Paese» sottolinea Uncem, chiarendo che il tema della telefonia mobile e delle troppe zone d’Italia senza copertura non riguarda soltanto le aree montane o interne, ma l’intero territorio nazionale. Il digital divide, spiegano dall’Unione, parte proprio dalle reti mobili ed è oggi uno dei problemi più seri da affrontare.

Il divario digitale

Il digital divide è il divario nell’accesso e nell’uso delle tecnologie digitali tra individui, comunità o territori. Si manifesta quando alcune persone o aree non hanno connessione a internet stabile, dispositivi adeguati o competenze digitali sufficienti. Questo divario limita l’accesso a informazioni, servizi pubblici, istruzione, lavoro e opportunità economiche.

È particolarmente evidente nelle zone rurali o montane, ma può riguardare anche cittadini urbani con risorse ridotte. Ridurre il digital divide è fondamentale per garantire uguaglianza digitale, inclusione sociale e sviluppo sostenibile in un mondo sempre più connesso.

I risultati della prima mappatura

Dopo la prima mappatura presentata nell’ottobre 2019, Uncem ha avviato un confronto operativo con operatori di telefonia e proprietari delle reti e delle torri – TIM, Vodafone, WindTre, InWit – oltre agli operatori di internet wireless come EOLO e BBBell. A seguito di quel lavoro, diversi problemi segnalati da sindaci e cittadini sono stati risolti, mentre le imprese hanno pianificato investimenti oggi in fase di realizzazione.

Nella Legge di Bilancio 2020 sono stati previsti 1,5 milioni di euro per nuovi tralicci, risorse che però non sono ancora state spese. Uncem parla comunque di segnali positivi: anche le Regioni hanno programmato investimenti e altri dovranno arrivare attraverso i POR FESR e il PNRR. «Dove non arrivano le imprese private, deve intervenire lo Stato con investimenti pubblici», ribadisce Uncem, sottolineando che nessuno può più voltarsi dall’altra parte.

Non c'è Campo - Uncem 02

Serve un piano nazionale per la telefonia mobile

Per l’Unione dei Comuni montani è chiaro che non basta intervenire solo lungo le linee dell’alta velocità ferroviaria, dove spesso il segnale manca. Occorre invece un piano nazionale per coprire tutte le aree montane e rurali, comprese quelle più interne, remote e impervie. Un piano da costruire insieme a Ministeri, Dipartimento per la Digitalizzazione, Ministero delle Autonomie, Regioni e istituzioni nazionali, lavorando al fianco degli enti locali.

Il ruolo di cittadini e amministrazioni

La nuova mappatura nasce anche da una richiesta diretta delle imprese, che attendono dati aggiornati per programmare nuovi investimenti. Per questo Uncem invita cittadini, sindaci e amministratori a contribuire attivamente. «Grazie al contributo di tutti possiamo dotarci di un elenco aggiornato di quel pezzo di Paese che non riesce a telefonare, mandare messaggi e navigare».

Uncem rivolge un appello diretto alla politica, alle istituzioni, ai sindacati, alle associazioni datoriali e alle imprese affinché non restino silenti: «Lavorino con Uncem per investimenti e per vincere una volta per tutte il digital divide». Se il Piano Banda Ultralarga procede troppo lentamente – viene definito “gravissimo” – il piano per la telefonia mobile è altrettanto strategico e urgente. Per maggiori informazioni è possibile scrivere a uncem.nazionale@uncem.net

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