Area Urbana
Nuova Giunta a Cosenza, Bianca Rende «dal “campo largo” al trumpismo di provincia: maggioranza si sfalda»
La rimodulazione della Giunta segna la fine del progetto politico che 4 anni fa portò alla vittoria elettorale. Tra alleanze saltate, civismo strumentale e trasformismo, emergono crepe profonde nella maggioranza che governa la città

COSENZA – La riorganizzazione della Giunta di Cosenza conferma la crisi di un modello politico che aveva unito partiti e liste civiche. Oggi restano divisioni, trasformismi e il rischio di un civismo usato solo come strumento elettorale. La pensa così la consigliera Bianca Rende, Gruppo Cosenza Cresce Insieme. «E così, dopo due mesi, l’annunciata rimodulazione della Giunta (guai a chiamarla rimpasto!) insieme a un completamento atteso da anni ha finalmente visto la luce. Ai nuovi incaricati va, naturalmente, l’augurio di buon lavoro a tempo pieno e nell’esclusivo interesse della Città. Ciò non ci esime, tuttavia, da alcune considerazioni, nella franchezza che da sempre ci contraddistingue, da sempre contro il trasformismo politico».
Nuova Giunta Cosenza «campo largo smantellato per tirare a campare»
«“La tela di Penelope” ha lasciato scoperti buchi rilevanti nel tessuto di quella composita maggioranza che aveva consentito la vittoria elettorale di quattro anni fa. Alcuni esponenti sono stati persino estromessi dopo che il loro lavoro era stato esaltato per l’intera consiliatura, nel momento in cui è saltato il quadro delle alleanze elettorali tra partiti di sinistra e liste civiche che aveva portato all’elezione del sindaco Caruso. Preoccupa constatare che oggi sarà più difficile intendersi come allora e collaborare, se non tra poche virtuose eccezioni che, fortunatamente, non mancano».
«Quel “campo largo” che sembrava una scelta strategica condivisa – sottolinea Bianca Rende – viene oggi smantellato dal suo principale destinatario per “tirare a campare” fino alla fine del mandato. Sembra che anche nel nostro piccolo universo chiamato Cosenza sia arrivato un vento di “trumpismo” di provincia, che si somma al vecchio “tengo famiglia” del più classico feudalesimo politico».

«Questo contesto giustifica e rafforza l’eccezione e il futuro autonomo delle liste civiche: non solo quelle di quartiere, ma anche realtà come la nostra, che rappresentano ceti sociali diversi – dalla scuola alle libere professioni, dal pubblico impiego al mondo cattolico e del volontariato – che restano la risorsa più viva e vitale di una città che, altrimenti, sembra avviata a un lento declino».
«Ma non si può riscoprire il civismo solo per vincere le elezioni e rinnegare un progetto costruito essenzialmente sulle carriere di partito. Così facendo, si rischia di perdere credibilità. A Cosenza il “campo largo” si è frantumato; lo dimostrano le prese di posizione dei partiti e la riduzione della rappresentanza in Giunta, a vantaggio di scelte finalizzate unicamente a consolidare un Consiglio comunale in cui sono emerse evidenti crepe nella maggioranza».
«Da qui a un anno se ne vedranno delle belle: divisioni prevedibili e conseguenti, nefasti, risultati elettorali, a meno che non intervenga un (finalmente) umile artigiano della pace e non maturi finalmente l’attenzione di partiti oggi molto più concentrati sulle proprie rese dei conti interne che sul benessere della Città, dove il potere è un servizio transitorio. Eppure basterebbe girare, vivere e parlare con i cittadini di Cosenza per comprendere che il giudizio su questa amministrazione è ormai chiaro e netto. Ne sono consapevoli anche pezzi importanti della maggioranza, che oggi con una mano governano e con l’altra lavorano per tessere una tela alternativa».
Le elezioni sono dietro l’angolo
«Per quanto ci riguarda, continueremo la critica costruttiva dalla parte dei cittadini e dei quartieri abbandonati, delle Persone e dei loro bisogni spesso poco considerati, sollecitando l’amministrazione ad intraprendere finalmente la strada della mobilità sostenibile, della sicurezza degli edifici scolastici, della tassazione equa, della rivitalizzazione del centro storico, dell’apertura degli spazi culturali abbandonati, della qualità dei servizi alla cittadinanza, del decoro urbano, delle politiche per l’infanzia e per l’invecchiamento attivo della popolazione. Le elezioni, dove saremo ancora determinanti, sono dietro l’angolo e solo nel voto libero dei cittadini troveremo il giudizio finale e autentico su questi cinque anni di governo della Città».



















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