COSENZA – Ventisei Case della Salute e 9 Ospedali di Comunità, per un totale di 35 strutture sanitarie, saranno avviati nella provincia di Cosenza. Se n’è discusso nella città dei Bruzi, durante un incontro organizzato dall’ASP di Cosenza, al quale hanno partecipato istituzioni, professionisti della salute e amministratori locali, per tracciare il futuro della sanità territoriale.

Nasceranno 26 Case della Salute e 9 Ospedali di Comunità
“Un risultato frutto di uno sforzo imponente – come ha sottolineato il Commissario Straordinario dell’ASP di Cosenza e Direttore Generale dell’AO di Cosenza, Vitaliano De Salazar – sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo professionale e tecnico-sanitario”. Un beneficio che interesserà anche le aree interne della provincia, oltre che un risultato che conferma anche i tempi rispettati dal cronoprogramma pervisti dal PNRR.

I numeri della nuova rete sanitaria territoriale dell’Asp di Cosenza
Trentacinque nuove strutture, 180 posti letto e 500 operatori sanitari: è il cuore del piano finanziato dal Pnrr che ridisegna l’assistenza territoriale nella provincia di Cosenza. La rete comprende pertanto, 9 Ospedali di comunità e 26 Case di comunità, con il coinvolgimento di circa 400 medici di medicina generale e nuove figure tra infermieri, Oss, fisioterapisti e specialisti. Secondo il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, «Da oggi nove di queste strutture sono già operative. L’85% sarà operativo entro 15 giorni e, entro il 30 settembre, quattro o cinque ospedali di comunità saranno attivi».
L’investimento complessivo supera gli 81 milioni di euro. L’obiettivo dichiarato è alleggerire la pressione sui pronto soccorso e rafforzare i servizi sanitari direttamente sul territorio, anche attraverso la telemedicina e nuove tecnologie.
Come sottolineato da De Salazar «L’obiettivo è alleggerire i pronto soccorso e riorganizzarli sulla base dei dati provenienti dalle Case di comunità». Per l’assessore regionale Marcello Minenna, il progetto rappresenta invece una parte di una più ampia strategia di riorganizzazione dell’edilizia e dei servizi sanitari calabresi.
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