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Nuovo ospedale, “Comitato No Scippo” «paradossi dell’Unical, i cosentini scenderanno in piazza»

Area Urbana

Nuovo ospedale, “Comitato No Scippo” «paradossi dell’Unical, i cosentini scenderanno in piazza»

Duro attacco del Comitato No Scippo contro l’Unical, il progetto del nuovo ospedale e la facoltà di Medicina: “tradita la missione originaria dell’Università della Calabria”

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Nuovo Ospedale Rende - Comitato No Scippo

COSENZA – Un duro atto d’accusa, quello del “Comitato No Scippo”, contro l’Università della Calabria, la Regione e il progetto del nuovo ospedale Hub di Cosenza. Il comitato denuncia quelli che definisce “i paradossi dell’Unical”, accusando l’Ateneo di avere abbandonato la propria missione originaria per trasformarsi, negli anni, in una realtà legata esclusivamente agli interessi del territorio di Rende.

Comitato No Scippo: “Unical, da motore della Calabria a università di Rende”

Secondo il Comitato, l’Università della Calabria era nata con “l’obiettivo di diventare il motore del cambiamento culturale, sociale, economico e politico della Calabria e per dare a questa Regione un ruolo importante nell’area del Mediterraneo”. Un progetto che, secondo gli estensori del documento, sarebbe stato progressivamente accantonato. “Con il passare degli anni l’Unical è diventata l’università di Rende e l’obiettivo iniziale è stato progressivamente abbandonato”.

Il riconoscimento al ruolo dell’Ateneo

Il Comitato No Scippo non nega il valore formativo dell’Università della Calabria: “è riconosciuta a livello nazionale come una Università qualificata, ricca di saperi e di competenze, e ha dato la possibilità a moltissimi studenti calabresi con poche possibilità economiche, di potersi laureare senza emigrare”. Allo stesso tempo viene denunciata la mancanza di collegamento tra università e politica regionale.

“La politica calabrese e l’università della Calabria hanno vissuto come separati in casa, senza vasi comunicanti. La conseguenza è stata che i laureati calabresi, spesso con le loro famiglie, sono costretti ad emigrare, contribuendo così in modo significativo allo spopolamento e all’impoverimento culturale dei territori calabresi”.

“Uno sviluppo economico a discapito di Cosenza”

Tra i punti evidenziati dal Comitato No Scippo anche gli effetti economici legati alla presenza stabile di migliaia di studenti nell’area urbana: “senza una adeguata programmazione territoriale, compito anche della Università oltre che della politica, la presenza stabile di 30-40 mila studenti ha facilitato la nascita di un polo economico importante a discapito dei territori vicini. Soprattutto di Cosenza e dintorni”.

Nuovo-ospedale-di-Cosenza - comitato no scippo

L’ospedale Hub e la facoltà di Medicina

Il passaggio più duro riguarda però la vicenda del nuovo ospedale Hub di Cosenza e il progetto della facoltà di Medicina. Per il “Comitato No Scippo”, l’Unical avrebbe “partecipato attivamente allo ‘scippo’ dell’ospedale HUB di Cosenza da realizzare a Vaglio Lise”. Nel documento si parla di una “pseudo facoltà di medicina attivata in fretta e furia”, senza prevedere “un progetto per il Policlinico e i fondi necessari per la sua realizzazione. Un vero e proprio papocchio”.

“Complice della peggiore cultura clientelare”

Pesanti anche le accuse rivolte ai vertici universitari e alla politica regionale: “a questo punto, l’Unical che con Leone è promotrice dello scippo insieme a Occhiuto, per la gioia del sindaco di Rende, Principe che da sempre mira alla emarginazione di Cosenza, ha pensato bene di sposare la proposta della Regione Calabria e del Comune di Rende di utilizzare i fondi già pronti destinati alla realizzazione dell’ospedale di Cosenza a Vaglio Lise”.

Nuovo Ospedale di Cosenza2 comitato no scippo

“Nessuno poteva immaginare che una università, nata con l’ambizione di diventare il motore del cambiamento culturale della Calabria, diventasse complice della peggiore cultura clientelare della Calabria”.

“Cosenza si ribella allo scippo”

Il Comitato No Scippo annuncia infine una mobilitazione pubblica contro il progetto: “Cosenza si ribella allo scippo violento e antidemocratico. L’Atene della Calabria, non accetterà mai di diventare la periferia dell’Unical, né di Rende-Montalto. I cosentini scenderanno in piazza per difendere la sua storia, il suo ruolo e la sua economia. Ma anche la democrazia e la legalità”.

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