Calabria
l'appello
Allarme obesità infantile in Calabria, si teme riparto penalizzante dei fondi «necessaria una decisa battaglia»
L’emergenza in Calabria è tra le più gravi d’Italia, si teme un nuovo riparto penalizzante dei fondi. L’appello al governatore Occhiuto per la Conferenza Stato-Regioni

CATANZARO – In Calabria l’obesità infantile è tra le più gravi d’Italia. Il Parlamento italiano ha definitivamente licenziato la legge “Disposizioni per la cura e la prevenzione dell’obesità”. Un provvedimento che riconosce ufficialmente l’obesità come la madre di molte altre patologie, perché in grado di provocarle o aggravarle. Una svolta importante, soprattutto per le regioni dove il fenomeno ha assunto proporzioni allarmanti, come la Calabria.
Obesità infantile, la Calabria aveva già anticipato i tempi
La Calabria aveva fatto di più già 22 anni fa, approvando nel 2004 il “Progetto regionale per la prevenzione del sovrappeso e dell’obesità infantile”. Un’iniziativa che affondava le radici nella storia stessa della regione, culla dello studio sullo stile di vita mediterraneo. Fu anche in Calabria che il fisiologo Ancel Keys intuì la portata del celebre Seven Countries Study, avviato nel 1958, che dimostrò come alimentazione e stile di vita mediterranei favoriscano longevità e salute.
Dall’eccellenza mediterranea all’emergenza sanitaria
Con la globalizzazione, l’aumento dei costi dei prodotti tipici e l’abbandono delle campagne, la dieta mediterranea è stata progressivamente sostituita da cibi processati e zuccherati. Il risultato è stato un aumento marcato dell’obesità, soprattutto infantile, e delle patologie croniche correlate. Oggi la Calabria registra il tasso di obesità infantile più alto d’Italia dopo la Campania, secondo la sorveglianza “Okkio alla Salute” dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il Piano di Rientro e la legge rimasta incompiuta
I protocolli regionali partirono nel 2006 e avrebbero dovuto essere implementati nel 2010. Ma nel dicembre 2009 arrivò il Piano di Rientro sanitario, che mise al centro il contenimento della spesa. Secondo il dottor Giacinto Nanci, medico di famiglia in pensione ed ex ricercatore Health Search, ciò decretò di fatto la fine dell’applicazione della legge calabrese, contribuendo all’attuale quadro: circa 300mila malati cronici in più rispetto a regioni con pari popolazione.
Ora i fondi della nuova legge saranno ripartiti dalla Conferenza Stato-Regioni insieme ai ministeri competenti. Il timore è che si applichi ancora prevalentemente il criterio demografico previsto dalla legge 662 del 1996, trascurando gli altri parametri legati ai bisogni sanitari reali. Il rischio, secondo il medico, è che alla Calabria arrivino risorse insufficienti per affrontare l’emergenza obesità, specialmente infantile.

L’appello a Occhiuto: “vada armato”
Il dott. Nanci rivolge un appello al presidente della Regione Roberto Occhiuto affinchè si presenti “armato” alla Conferenza Stato-Regioni, chiedendo un riparto equo e costruendo un’alleanza con le altre regioni del Sud, i sindaci, gli ordini dei medici, le organizzazioni scolastiche e le associazioni dei pazienti. Una battaglia che dovrebbe unire istituzioni e cittadini per garantire prevenzione, cure adeguate e la fine di un Piano di Rientro che – sostiene – ha frenato la tutela della salute dei bambini calabresi.


















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