Calabria
AAA CERCASI MEDICI
Occhiuto cerca medici specialisti stranieri, Ugl frena: «Serve una riforma vera»
Il sindacato nazionale Ugl e la segreteria di Cosenza avvertono: «reclutare medici dall’estero non può sostituire una riforma strutturale del sistema sanitario regionale»

COSENZA – «L’apertura ai medici stranieri, anche extra Ue, è una scelta obbligata di fronte a carenze di personale ormai strutturali, che da decenni penalizzano la sanità calabrese, mettendo a rischio il diritto alla salute dei cittadini». Lo dichiarano Gianluca Giuliano, segretario nazionale di UGL Salute e Guglielmo Nucci, segretario confederale per Cosenza del Sindacato, commentando l’annuncio del presidente e commissario ad acta della Sanità, Roberto Occhiuto, sull’imminente bando di reclutamento di medici specialisti.

Ugl: “La sanità calabrese rincorre le emergenze senza affrontare i problemi”
«Comprendiamo le ragioni emergenziali che hanno portato prima all’impiego di medici cubani ed oggi ad ulteriori aperture verso altri professionisti stranieri – proseguono i sindacalisti dell’UGL – ma non possiamo non esprimere forti perplessità su un sistema che continua a rincorrere le emergenze senza affrontare alla radice i problemi».
Per il sindacato confederale, «il ricorso a medici provenienti dall’estero – su cui ancor oggi manca chiara ed esaustiva regolamentazione dei requisiti di accesso in armonia con quelli nazionali – non può e non deve sostituire una seria programmazione che guardi al futuro del fabbisogno di personale sanitario, fondata su: assunzioni stabili, valorizzazione dei professionisti italiani, investimenti in formazione continua ed aggiornamento tecnologico (Telemedicina, Robotica, I. A.) e nel miglioramento delle condizioni di lavoro».
«Da troppo tempo – concludono Giuliano e Nucci – la sanità calabrese ha necessità di un cambio di passo. È urgente avviare la programmazione strutturale nel lungo periodo, capace di rendere il sistema sanitario attrattivo, efficiente e realmente vicino ai bisogni dei cittadini. Senza questa visione, ogni misura straordinaria purtroppo rischia di restare una soluzione temporanea a un problema permanente».




















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