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Occhiuto: “se il coraggio ha cambiato la Calabria, può cambiare anche l’Italia”

Occhiuto: “se il coraggio ha cambiato la Calabria, può cambiare anche l’Italia”

Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha presentato a Cosenza il libro “Il coraggio di governare”, tra riforme, giovani, diritti civili e futuro del centrodestra

Dario Rondinella

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COSENZA – In un teatro Rendano gremito a Cosenza, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto ha presentato il suo libro “Il coraggio di governare. Idee liberali, la forza di realizzarle”  Occhiuto ha spiegato che se alcune riforme complesse sono state realizzate in una regione difficile come la Calabria, possono diventare un modello per l’intero Paese.

“Nel mio libro ricordo, per esempio, – ha dichiarato –  le polemiche quando ho preso i medici cubani. E’ stato un atto di coraggio che poi però ha dato ragione a quei pochissimi che in quel tempo ci credevano insieme a me. Ricordo quando ho sollevato il conflitto di attribuzione contro il Governo per il trasporto addomandato e ora in Calabria stiamo creando le condizioni perché ci sia Uber, mentre non c’è nelle altre città italiane.

La riforma dell’idrico, dei rifiuti, quando i Comuni protestavano, quando ho dovuto mettere la fiducia su alcune riforme perché era difficile farle. Ecco, se questo coraggio ha reso possibile alcune cose in una regione ancora molto complicata nella quale c’è ancora moltissimo da fare, forse lo stesso coraggio potrebbe rendere il Paese più moderno, con riforme magari scritte non dai portatori di interesse, ma dai cittadini che dalle riforme si devono avvantaggiare”.

Occhiuto: “se il coraggio ha cambiato la Calabria, può cambiare anche l’Italia”

Occhiuto: il manifesto per una nuova politica

Un libro che è anche un manifesto politico dove Occhiuto sollecita una politica capace di parlare ai giovani senza imbarazzi o timidezze, specialmente sui temi dei diritti civili e della libertà sessuale. “L’obiettivo – ha proseguito – è evitare che la politica risulti anacronistica, parlando alle nuove generazioni con un linguaggio superato. Il centrodestra italiano è un centrodestra che ormai parla liberamente, cioè di questioni che riguardano i diritti civili. Non penso che ci sia una parte reazionaria o conservatrice nel centrodestra, però la sensazione che spesso ne ricavano gli elettori, soprattutto i giovani elettori, è che quando ne parliamo, lo facciamo con un po’ di timidezza, con imbarazzo.

Voglio dire, nessuno pensa che non vadano riconosciuti diritti a tutti, però forse dovremmo pensare che i giovani di oggi, parlano per esempio della libertà sessuale come io quando studiavo, parlavo con i miei amici di calcio. È cambiato il tempo, è cambiato il mondo e secondo me la politica ne deve prendere coscienza, perché altrimenti tanti giovani guarderanno alla politica come al luogo dove si parla loro come se fossero i loro nonni”.

Occhiuto: “se il coraggio ha cambiato la Calabria, può cambiare anche l’Italia”

Occhiuto sollecita anche il partito di Forza Italia a ritrovare lo slancio innovatore delle origini berlusconiane. Ciò significa aprirsi al mondo produttivo, al ceto intellettuale e alle nuove forme di comunicazione, anziché limitarsi a un ricordo nostalgico del fondatore. Ed invita ad investire sui giovani perché sottolinea come il settore pubblico debba considerarli un investimento prioritario, al pari delle grandi aziende.

“I giovani calabresi, più che dire le cose, dovremmo tentare di farle per loro. Credo che, per esempio, il “Reddito di Merito” vada in questa direzione, cioè sia un’attività che concretamente dimostra che c’è un settore pubblico che guarda ai giovani come a un investimento, un po’ come fanno le grandi imprese che investono di più proprio sui giovani perché portano modernità all’interno dell’impresa, all’interno dell’azienda.

La mia sensazione, e lo dico nel libro, è che il nostro Paese rischi di essere un Paese che invecchia male, perché funziona più per scatti di anzianità nel sistema retributivo pubblico e nel privato, invece che per scatti di futuro. Io vorrei invece che ci fosse più investimento, appunto, sui saperi, sull’innovazione, sulla creatività. E spesso la creatività e l’innovazione viaggiano proprio nelle menti e sulle gambe dei giovani”.

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