Calabria
MADE IN ITALY
Olio calabrese sotto attacco, Coldiretti e Unaprol «controlli anti-frode e stop al sottocosto»
Cresce l’allarme per le speculazioni sul mercato dell’olio extravergine. In Calabria, dove l’olivicoltura rappresenta una filiera strategica con oltre 160mila ettari coltivati e circa 25 milioni di piante, Coldiretti e Unaprol lanciano un piano nazionale per rafforzare controlli, tracciabilità e trasparenza contro trafficanti e concorrenza sleale

COSENZA – Nel cuore del comparto agroalimentare calabrese, l’olio extravergine d’oliva torna al centro di una battaglia economica e identitaria. Coldiretti e Unaprol denunciano il rischio crescente di speculazioni, sottocosto e frodi sull’origine del prodotto, chiedendo un intervento strutturato a tutela dei produttori e dei consumatori.
“Noi produciamo salute per i cittadini attraverso olio extravergine d’oliva di grande qualità – ha dichiarato il Presidente di Unaprol e vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri – e non possiamo subire la concorrenza sleale di chi trucca l’origine. Combattiamo quei trafficanti di olio che abbattono il prezzo, cercando di umiliare migliaia di olivicoltori. Per questo non si ferma la nostra mobilitazione continua e al Ministero abbiamo presentato un piano di azioni concreto”.

“Stop al sottocosto, perché dietro ai prezzi infimi delle bottiglie sugli scaffali si nascondono truffe e sfruttamento. Sì alla garanzia dell’origine con controlli innovativi e trasparenza per i cittadini. E vogliamo che il vero olio EVO italiano sia nelle mense di scuole o ospedali, per proteggere bambini e malati a tavola. Coldiretti e Unaprol continueranno a difendere il vero Made in Italy sempre”.
Calabria terra dell’olio: un patrimonio da 25 milioni di piante
In Calabria l’olivicoltura rappresenta una delle principali risorse agricole e identitarie. La filiera interessa il 24% della superficie agricola utilizzata, con oltre 160mila ettari censiti a olivo, più di 100 varietà, 3 DOP, 1 IGP e una forte vocazione al biologico che sfiora il 50% della produzione. Un sistema produttivo diffuso che rappresenta non solo economia, ma anche presidio del territorio, cultura e sostenibilità ambientale.

Il piano anti-frode: controlli, tecnologia e tracciabilità
Coldiretti e Unaprol propongono un piano nazionale di intervento che punta al rafforzamento dei sistemi di controllo e all’uso di tecnologie avanzate per certificare l’origine dell’olio. Tra le misure indicate figurano l’utilizzo di risonanza magnetica (Nmr) e mappe isotopiche per bloccare le frodi sull’origine, oltre all’integrazione obbligatoria nei protocolli ministeriali di strumenti analitici capaci di garantire la provenienza geografica del prodotto.
I controlli dovranno essere estesi sia alle importazioni sia ai prodotti confezionati nella grande distribuzione, con un presidio rafforzato nei porti e alle frontiere contro le pratiche di triangolazione e rietichettatura.
Tracciabilità e mercato: verso un sistema più trasparente
Il piano prevede anche un rafforzamento della tracciabilità attraverso il Portale SIAN e l’introduzione di un DDT elettronico non modificabile per ogni movimentazione delle olive. Si propone inoltre l’obbligo di consegna della materia prima al frantoio entro 12 ore dall’acquisto, per evitare deterioramenti e manipolazioni, e l’inserimento obbligatorio dei prezzi di olive e olio sfuso per garantire quotazioni ufficiali settimanali per provincia e categoria.
Coldiretti e Unaprol chiedono anche una stretta sul regime di perfezionamento attivo (TPA), con controlli sui bilanci di massa per evitare l’ingresso di olio straniero nel circuito della vendita ordinaria.
Europa e reciprocità: nuove regole contro la concorrenza sleale
Tra le richieste anche un intervento a livello europeo per vietare la miscelazione tra oli di categorie diverse venduti come extravergine e per istituire un registro telematico unico europeo sul modello italiano. Sul piano interno, il piano prevede inoltre sostegni economici alle cooperative e ai frantoi in difficoltà, oltre a fondi per incentivare l’uso dell’olio italiano certificato nella ristorazione collettiva pubblica, con particolare attenzione a scuole e ospedali.




















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