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Omicidio di Antonio Perrotta a Sangineto: la versione dei fratelli Orsino, si attende la decisione del Gip sul fermo

Cronaca

l'interrogatorio

Omicidio di Antonio Perrotta a Sangineto: la versione dei fratelli Orsino, si attende la decisione del Gip sul fermo

Si attende il verdetto del gip sulla convalida dei fermi per Domenico e Umberto Orsino, i fratelli accusati della morte del 33enne Antonio Perrotta aggredito fuori dalla discoteca “Il Castello”. Sarebbe stato Domenico Orsino a sferrare un pugno mentre la difesa ha escluso il pericolo di fuga

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PAOLA (CS) – Dovrebbe arrivare nel pomeriggio la decisione del gip sulla convalida dei fermi disposti nei confronti di Domenico e Umberto Orsino, i due fratelli di 22 e 24 anni originari di Belvedere Marittimo, ma residenti in Lussemburgo, indagati per l’omicidio di Antonio Perrotta, il 33enne morto dopo un pestaggio avvenuto all’esterno della discoteca “Il Castello” di Sangineto. I genitori e il fratello della vittima sono assistiti dall’avvocato Nicola Carratelli, mentre la compagna del 33enne ha conferito l’incarico all’avvocato Vito Caldiero.

La ricostruzione fornita dalla difesa dei fratelli Orsino

Assistiti dall’avvocato Alessandro Gaeta, i due fratelli Orsino hanno fornito la propria versione dei fatti attraverso le dichiarazioni rese da Umberto nel carcere di Paola. Un aspetto sul quale la difesa insiste con particolare fermezza riguarda l’assenza di qualunque intenzione di sottrarsi alla giustizia o di fuggire: secondo quanto ricostruito, Umberto Orsino avrebbe acquistato già lo scorso 27 luglio tre biglietti aerei con partenza fissata per il 17 agosto, uno per sé e due per i genitori, mentre Domenico avrebbe acquistato il proprio biglietto separatamente il 1° agosto. Elementi che, secondo i legali, escluderebbero categoricamente un pericolo di fuga.

Castello Sangineto Carabinieri

Perrotta colpito da Domenico Orsino

Quanto alla dinamica della tragica serata, il racconto di Umberto Orsino parla di un ingresso in discoteca avvenuto dopo un’attesa, reso possibile da un buttafuori che avrebbe fatto entrare i due fratelli pur senza biglietto insieme ad altre persone. Una volta dentro, i due si sarebbero diretti verso il bar per ordinare da bere È in quel momento che, secondo la ricostruzione difensiva, alcuni addetti alla sicurezza li avrebbero raggiunti per accompagnarli fuori dal locale.

Sempre secondo la versione di Umberto Orsino, mentre veniva scortato verso l’uscita dagli uomini della sicurezza, sarebbe stato colpito con un pugno alla testa, nella zona tra collo e nuca. Da qui la situazione sarebbe degenerata: la tensione sarebbe salita rapidamente, fino all’arrivo di Antonio Perrotta, che si sarebbe avvicinato ai due fratelli. A quel punto Domenico Orsino, tesserato come rugbista, lo avrebbe colpito con un pugno tra naso e mento. Dopo il colpo, sempre secondo questa ricostruzione, i due fratelli avrebbero lasciato il locale.

Quello che è accaduto dopo è stato acclarato: Antonio Perrotta era stato inizialmente trasportato in ospedale a Cetraro. Le sue condizioni, però, si erano rapidamente aggravate, tanto da rendere necessario un trasferimento d’urgenza in elisoccorso verso l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Qui il 33enne è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa, ma è deceduto pochi minuti dopo l’operazione.

Fratelli orsino Belvedere

Conferito l’incarico per l’autopsia

Domenico e Umberto Orsino sono originari di Belvedere Marittimo ma vivono da anni in Lussemburgo, dove Domenico è noto anche come giocatore della nazionale lussemburghese di rugby. Le loro posizioni giudiziarie, pur legate agli stessi fatti, dovranno essere valutate separatamente dagli inquirenti, sulla base delle condotte specifiche attribuite a ciascuno dei due fratelli nella dinamica dell’aggressione. Per la procura di Paola contro Perrotta vi sarebbe stato “un intento punitivo” dei due fratelli che sarebbero stati allontanati dalla discoteca perchè senza biglietto.Ordinanza arresto Fratelli Orsino mtivazione

Il procuratore di Paola, Domenico Fiordalisi, ha assegnato la conduzione del procedimento penale alla dottoressa Micol Bruno. Nella stessa giornata è stato conferito anche l‘incarico per l’esame autoptico alla dottoressa Aquila, che avrà a disposizione 60 giorni di tempo per depositare la relazione medico-legale definitiva. Al momento l’autopsia sul corpo di Antonio Perrotta è in corso. Al termine degli accertamenti, la salma dovrebbe essere restituita in giornata ai familiari, per permettere lo svolgimento dei funerali.

 

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