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Omicidio Luca Bruni, Cassazione conferma i 20 anni per Ettore Sottile: respinto il ricorso del PG

ROMA – La prima sezione penale della Corte di Cassazione – presidente Filippo Casa – ha messo la parola fine al processo a carico di Ettore Sottile, accusato dell’omicidio di Luca Bruni, ex capo del clan cosentino dei “Bella Bella”. E’ stato infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Procuratore Generale di Catanzaro, che aveva chiesto il ripristino dell’ergastolo e rigettato il ricorso presentato dai difensori dell’imputato, gli avv.ti Pasquale Naccarato e Cesare Badolato. Resta dunque confermata la condanna a 20 anni di reclusione, inflitta in secondo grado dalla Corte d’Appello di Catanzaro, che nel 2024 aveva riformato la sentenza di primo grado con la quale Sottile era stato condannato al carcere a vita.
La decisione della Cassazione cristallizza l’esito del processo sull’omicidio di Bruni, scomparso a Rende il 3 gennaio 2012 e ritrovato tre anni dopo, nel 2015, sepolto nelle campagne di Castrolibero. Fu il collaboratore di giustizia Adolfo Foggetti a indicare il luogo in cui il corpo era stato nascosto. Un omicidio inquadrato dagli inquirenti come parte delle dinamiche interne alla criminalità organizzata bruzia, all’indomani di una riorganizzazione degli equilibri tra le cosche degli “italiani” e quella degli “zingari”. Con la pronuncia della Suprema Corte, la condanna a 20 anni di reclusione per Ettore Sottile diventa definitiva.


















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