Cronaca
la decisione
Omicidio Perrotta a Sangineto, il Tribunale della Libertà decide: Domenico Orsino resta in carcere
Il tribunale della Libertà rigetta la richiesta dei legali: Domenico Orsino resta in carcere per la morte di Antonio Perrotta avvenuta nei pressi della discoteca “Il Castello” a Sangineto sabato 8 agosto

PAOLA – Omicidio Perrotta: il Tribunale della Libertà ha sciolto la riserva nella tarda mattinata di oggi, rigettando le richieste presentate dai legali della difesa: Domenico Orsino resta in carcere. I giudici del riesame non hanno ritenuto persuasive le motivazioni avanzate dagli avvocati Alessandro Gaeta e Francesco Gelsomino, confermando la custodia cautelare per l’uomo ritenuto responsabile Dell’aggressione costata la vita ad Antonio Perrotta, il 34esimo padre di quattro figli di Fuscaldo deceduto a seguito dei fatti avvenuti tra l’8 e il 9 agosto nei pressi della discoteca “Il Castello” di Sangineto.
Sul capo di Domenico Orsino continuano a gravare pesanti indizi di colpevolezza, raccolti in tempi record dai Carabinieri e dalla Polizia nell’ambito delle indagini coordinate dal Procuratore della Repubblica di Paola, Domenico Fiordalesi. Decisivi per l’identificazione immediata del presunto autore dell’aggressione sono stati i fotogrammi dei sistemi di videosorveglianza e le testimonianze acquisite a poche ore dal grave fatto di sangue.

La scarcerazione del fratello Umberto
La vicenda giudiziaria dei due fratelli Orsino – originari di Belvedere Marittimo ma residenti in Lussemburgo, rintracciati dai Carabinieri nei pressi della loro abitazione estiva senza aver mai tentato la fuga – ha visto fin dalle prime battute un’evoluzione nettamente differente.
Inizialmente fermato insieme a Domenico, il fratello Umberto Orsino è stato scarcerato subito dopo l’udienza di convalida tenutasi davanti al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia. Il GIP ha rigettato la richiesta di misura cautelare avanzata dal Pubblico Ministero nei confronti di Umberto, definendo qualsiasi addebito a suo carico come frutto di meri «sospetti e congetture» per la totale assenza di indizi di colpevolezza, sia a titolo materiale che morale.

Omicidio Perrotta: quadro indiziario e derubricazione a omicidio preterintenzionale
Nonostante la mancata convalida del fermo eseguito l’11 agosto (misura ritenuta priva dei presupposti di legge sul pericolo di fuga, dato che i fratelli avevano prenotato il volo di rientro il 1° agosto), il GIP aveva disposto la custodia in carcere per il solo Domenico. Dalle deposizioni dei testimoni e dai filmati è emerso che la vittima non è stata travolta da una raffica di calci e pugni come inizialmente ipotizzato.
La ricostruzione ritenuta aderente agli atti è quella fornita dallo stesso Umberto Orsino durante l’interrogatorio: un singolo pugno sferrato da Domenico al volto di Perrotta, che ha fatto cadere la vittima all’indietro facendole battere la testa. Le modalità dell’aggressione sono state definite dal giudice «oggettivamente allarmanti» e collegate a un’incapacità di controllo degli impulsi.
Le indagini proseguono: si attendono gli esiti dell’autopsia
La decisione del Tribunale della Libertà giunge a cinque giorni dalla richiesta di riesame, ma l’attività investigativa non si arresta. Gli inquirenti attendono ora il deposito completo delle risultanze dell’esame autoptico e l’esito degli ulteriori accertamenti per perimetrare con esattezza le responsabilità penali.




















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