Calabria
Gru ribaltata e operaio ferito, domani un presidio al porto di Gioia Tauro
Usb Calabria e Orsa porti hanno indetto un presidio davanti al gate principale dello scalo a seguito dell’incidente di ieri: “contro un sistema che produce sfruttamento, precarietà e morte”

GIOIA TAURO (RC) – A seguito dell‘incidente sul lavoro avvenuto ieri al porto di Gioia Tauro a seguito del quale un operaio è rimasto ferito, Usb Calabria e Orsa porti hanno indetto per domani, venerdì 29 maggio, un presidio nello scalo calabrese e precisamente davanti al gate principale per chiedere ancora una volta sicurezza sul lavoro.
Le sigle sindacali esprimono piena solidarietà all’operatore portuale rimasto ferito al porto di Gioia Tauro “alla sua famiglia e a tutti i portuali dello scalo gioiese. Un lavoratore ferito, un mezzo che si rovescia, una banchina che ancora una volta si trasforma in luogo di pericolo: episodi che riportano al centro il tema delle condizioni di lavoro all’interno del porto, dei ritmi sempre più pesanti, della pressione produttiva e della necessità di garantire manutenzione costante e rigorosa dei mezzi utilizzati quotidianamente” afferma in una nota l’Usb Calabria.

Presidio al porto: sindacati contro un “sistema che produce sfruttamento, precarietà e morte”
“Da una parte – prosegue il sindacato – il lavoro reso sempre più insicuro e sacrificabile, dall’altra le filiere economiche e commerciali che alimentano guerre, occupazione e distruzione. Due facce dello stesso modello economico che considera vite umane, territori e diritti come variabili subordinate al profitto. Continueremo a monitorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e a mantenere alta l’attenzione sui traffici che attraversano Gioia Tauro”.

“Per questi motivi domani saremo in presidio davanti al gate principale dalle ore 17 insieme alle realtà calabresi che continuano a mobilitarsi contro la guerra, contro i traffici di armi e contro un sistema che produce sfruttamento, precarietà e morte. La sicurezza sul lavoro e il rifiuto della complicità con la guerra restano due terreni di lotta che continueremo a tenere insieme”, conclude la nota.



















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