Italia
Il blitz
Operazione antidroga all’alba: carabinieri in azione tra Macerata e Cosenza
Blitz coordinato dalla Dda di Ancona: eseguite misure cautelari anche in provincia di Cosenza, contro un gruppo criminale accusato di associazione finalizzata al traffico illecito di droga

ANCONA – Sessanta carabinieri sono stati impegnati nelle province di Macerata e Cosenza in un’operazione antidroga. In corso d’esecuzione diverse misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Ancona nei confronti di un gruppo criminale ritenuto responsabile di associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti.
Operazione tra Macerata e Cosenza
Il blitz è scattato all’alba coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona ed ha visto il coinvolgimento dei militari dell’Arma del Comando provinciale di Macerata, supportati dal personale dei Comandi provinciali di Ancona, Fermo e Cosenza.
Fondamentale anche il contributo del Nucleo Cinofili di Pesaro e del 5° Nucleo Elicotteri carabinieri di Pescara, impiegato per le attività di sorvolo e supporto operativo.
L’operazione rappresenta l’esito di un’articolata attività investigativa volta a colpire una rete criminale attiva nel traffico di sostanze stupefacenti, confermando l’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura nel contrasto ai fenomeni di criminalità organizzata sul territorio.
I dettagli dell’operazione “Potentia”: 9 arresti tra cui un calabrese
Ad essere sgominata una vera e propria associazione per il traffico di droga attiva tra Potenza Picena e Civitanova Marche, nel Macerate. In tutto 9 gli arresti, tra cui un calabrese, eseguiti dai carabinieri del comando provinciale di Macerata, coadiuvati da militari di Ancona, Fermo e Cosenza, dal nucleo cinofili di Pesaro e dal quinto nucleo elicotteri di Pescara.
Gli inquirenti hanno ricostruito una vasta rete di spaccio di cocaina che riforniva consumatori abituali, tra cui comuni cittadini e insospettabili professionisti, nelle movimentate zone costiere di Potenza Picena e Civitanova Marche. Al vertice un pregiudicato di origini calabresi, ben radicato sul territorio, la cui famiglia si trasferì a Porto Potenza Picena negli anni Novanta: il padre era affiliato alla ‘ndrangheta.
Insieme a lui sono finiti in carcere il fratello, con ruolo di coordinamento, e la moglie, titolare di una nota tabaccheria, che fungeva da collettore dei proventi dello spaccio. Altri sei pregiudicati avevano funzioni di organizzazione, esecuzione, custodia dello stupefacente e rifornimento.
L’operazione rinominata “Potentia”, dal nome antico di Potenza Picena, è scattata nelle prime ore della mattinata su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ancona, su richiesta della Procura di Ancona (Direzione distrettuale antimafia) in collaborazione con la Procura di Macerata.
Spaccio itinerante e controllo del territorio
Le indagini dell’aliquota operativa della compagnia di Civitanova Marche, condotte da marzo 2024 a settembre 2025, sono partite dalla denuncia di una madre esasperata per le continue richieste di denaro del figlio tossicodipendente. Il capo del gruppo l’aveva contattata direttamente per intimidirla e costringerla a pagare i debiti contratti dal ragazzo.
Gli spacciatori utilizzavano la tecnica dello spaccio itinerante, cambiando luoghi di incontro e usando WhatsApp con linguaggio in codice. Avevano individuato quattro canali di approvvigionamento riconducibili a persone di origine albanese, nordafricana e alla criminalità organizzata campana. Il gruppo, secondo gli inquirenti, esercitava un controllo serrato del territorio, conosceva le targhe dei veicoli civetta delle forze dell’ordine e poteva contare su fiancheggiatori pronti a dare l’allarme.
I sequestri
Oltre agli arresti, le indagini hanno portato al sequestro di 300 grammi di cocaina e due chili tra hashish e marijuana, alla contestazione di circa 200 cessioni di stupefacente. È stato anche sventato un tentativo di furto con esplosivo a un bancomat di Recanati (Macerata). Durante le operazioni sono state sequestrate tre armi con matricola abrasa: due fucili, un revolver e una pistola Beretta calibro 9×21 con 80 proiettili.




















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