Calabria
IL BLITZ
Operazione “Social Card”: 24 indagati, 12 finiscono in carcere. Carte prepagate per pagare la droga
L’indagine, denominata “Social Card” per il ricorso documentato a carte prepagate collegate al reddito di cittadinanza come strumento di pagamento della droga. Sequestrati oltre 11 chili di droga e una pistola. Nel mirino anche un’attività commerciale utilizzata come deposito e punto di spaccio

CATANZARO – Ventiquattro indagati e un’operazione ribattezzata “Social Card” che punta a ricostruire l’organizzazione di una presunta rete criminale dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. È il bilancio dell’operazione eseguita oggi dai Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro, nelle province di Catanzaro e Vicenza, su disposizione del Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.
Per 12 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 9 gli arresti domiciliari, mentre altri 3 sono sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le contestazioni, a vario titolo e allo stato delle indagini, riguardano l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, la detenzione e lo spaccio di stupefacenti e la detenzione illegale di armi e munizioni.
Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di un’attività economica che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stata utilizzata come deposito e punto di riferimento per lo spaccio, consentendo anche il consumo di cocaina nei locali della cucina retrostante.
L’inchiesta “Social Card”: una rete con ruoli e ramificazioni
L’indagine, denominata “Social Card” per il ricorso documentato a carte prepagate collegate al reddito di cittadinanza come strumento di pagamento della droga, è stata coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Girifalco. Gli accertamenti hanno preso avvio dall’analisi forense del telefono sequestrato a una persona arrestata per spaccio ad Amaroni, consentendo di individuare due distinti gruppi criminali.

L’attuale filone investigativo si è concentrato su un sodalizio autonomo, con presunto centro operativo a Cortale e una presenza estesa in diversi territori della provincia, da Girifalco e Amaroni a Catanzaro, Vallefiorita e Squillace, fino all’area di Soverato, Badolato, Davoli, Sant’Andrea Apostolo sullo Ionio e Botricello. Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe operato attraverso una struttura stabile, con compiti specifici assegnati ai presunti componenti: corrieri, grossisti, spacciatori, staffette, custodi e addetti al recupero dei crediti. Un’organizzazione che, nonostante gli arresti eseguiti nel corso delle indagini, sarebbe riuscita a riorganizzarsi rapidamente per mantenere attiva la rete di distribuzione.
Oltre 11 chili di droga sequestrati e una pistola con matricola abrasa
Nel corso delle attività investigative che hanno portato al blitz Social Card, i Carabinieri hanno arrestato diverse persone in flagranza di reato e sequestrato quantitativi significativi di sostanze stupefacenti: oltre 4 chilogrammi di cocaina, 6,7 chilogrammi di marijuana e 300 grammi di hashish. Il materiale sottratto al mercato avrebbe avuto un valore al dettaglio stimato in circa 500mila euro.

Tra i sequestri figura anche una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, predisposta per il montaggio di un silenziatore e completa di munizioni, oltre a dieci proiettili. Determinante, secondo gli investigatori, l’individuazione della base logistica nella quale sarebbero stati custoditi e nascosti droga e armamento.
Gli accertamenti avrebbero inoltre documentato l’utilizzo di carte legate al reddito di cittadinanza per saldare le cessioni di stupefacenti, con alcune tessere consegnate direttamente agli spacciatori per consentire loro di prelevare il denaro.
















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