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Opere incompiute: al Mit un tavolo tecnico per completarle. In Calabria ne restano 13, servono 70 milioni

Calabria

Tavolo tecnico

Opere incompiute: al Mit un tavolo tecnico per completarle. In Calabria ne restano 13, servono 70 milioni

Il Ministero delle Infrastrutture istituisce un organismo dedicato al monitoraggio dei cantieri abbandonati. I dati 2024 mostrano un calo storico: in Calabria da 21 a 13 opere da completrare per oltre 310 milioni di euro già spesi

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opere incompiute Calabria2025

ROMA – Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha formalmente istituito il Tavolo tecnico sulle opere incompiute, uno strumento operativo previsto dal Decreto Legge Infrastrutture. L’obiettivo dichiarato è quello di definire criteri chiari e condivisi per individuare quali cantieri sbloccare con priorità, rafforzare il monitoraggio e identificare le criticità strutturali che impediscono il completamento dei lavori.

L’iniziativa è stata fortemente sostenuta dal Ministro delle Infrastrutture e dal Sottosegretario Tullio Ferrante, responsabile del dossier specifico sulle opere incompiute. Il Tavolo riunisce rappresentanti del MIT, del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano: una cabina di regia interistituzionale. Tra i compiti specifici del nuovo organismo figurano: individuare le opere da completare con priorità, in base a criteri di urgenza e impatto territoriale, definire percorsi per migliorare i processi di monitoraggio esistenti, identificare le principali criticità che ne impediscono la realizzazione, tra cui mancanza di fondi, problemi tecnici, nuove normative, fallimento dell’impresa appaltatrice o disinteresse del gestore.

Opere incompiute

Opere incompiute in Italia: sono 246. Minimo storico ma il Sud resta in difficoltà

Gli ultimi dati disponibili, riferiti al 2024, fotografano un fenomeno in lenta ma costante regressione. Le opere incompiute censite in Italia sono 246, il livello più basso mai registrato. Si tratta di un calo del 7,5% rispetto alle 266 dell’anno precedente. Il valore complessivo degli interventi si attesta a 1,6 miliardi di euro, in leggero calo rispetto al 2023, con la spesa necessaria per il completamento in flessione del 3,4%.  Il quadro geografico, tuttavia, rimane profondamente squilibrato. Sud e Isole concentrano il 63,8% del totale nazionale: 157 cantieri non ancora chiusi, con un fabbisogno stimato di 578 milioni di euro. Al Centro si contano 44 opere incompiute; al Nord solo 40.

Un caso a parte riguarda le amministrazioni centrali dello Stato: soltanto 5 opere sospese, ma con un impatto economico sproporzionato pari a oltre 407 milioni di euro, ovvero il 38,1% del fabbisogno complessivo nazionale.

Sicilia e Puglia in testa con 35 incompiute ciascuna

A livello regionale, Sicilia e Puglia guidano la classifica negativa con 35 incompiute ciascuna. Seguono Sardegna e Lazio, entrambe a quota 30. Il simbolo per eccellenza del fenomeno rimane la “Città dello Sport” di Tor Vergata, a Roma: l’opera più costosa tra quelle incompiute in Italia, diventata nel tempo un caso emblematico di spreco di risorse pubbliche e mancata pianificazione.

Calabria: 13 opere incompiute per 310 milioni. Ne servono 70 per finirle

L’aggiornamento dell’Elenco-anagrafe delle Opere Incompiute per la Regione Calabria, pubblicato il 17 giugno 2025 e riferito all’anno 2024, offre una fotografia dettagliata delle infrastrutture in sospeso sul territorio. Il miglioramento rispetto al 2023 è tangibile: le incompiute calabresi sono scese da 21 a 13, con una spesa complessiva già sostenuta di 310,7 milioni di euro. Per completarle tutte servirebbe una cifra di poco superiore ai 70 milioni. I dati regionali rivelano situazioni estremamente eterogenee, che spaziano da infrastrutture quasi ultimate a progetti che non hanno ancora visto l’apertura del cantiere.

I casi più significativi

La strada panoramica Rosarno-Pizzo Calabro. È uno dei casi finanziariamente più rilevanti dell’intera regione. Con un costo totale aggiornato a 30 milioni di euro, l’opera risulta eseguita solo per il 15,18%. Paradossalmente, gli oneri stimati per l’ultimazione ammontano a circa 50 milioni di euro, superando il valore iniziale del progetto: un chiaro esempio di come il ritardo nella realizzazione generi costi aggiuntivi spesso insostenibili.

Edilizia residenziale e sociale. A Catanzaro, in località Pistoia, l’ATERP Calabria segnala un progetto per la realizzazione di 24 alloggi fermo allo 0% dei lavori, nonostante un investimento previsto di circa 1,68 milioni di euro. Situazione analoga a Gizzeria, dove il completamento di un edificio in Via San Giorgio è ancora allo stato iniziale.

A Belvedere Marittimo sono al 24,46% del completamento i lavori per la realizzazione di una strada parallela a Via della Repubblica e di un’area mercato. Stanziati 850,mila euro ne servono 335mila per il completamento

Opere vicine al traguardo. Non tutte le incompiute calabresi sono ferme ai nastri di partenza. La piscina comunale di Vibo Valentia ha raggiunto l’80,52% di realizzazione, mentre lo stralcio polivalente del Comune di Taverna è arrivato all’86,42%: casi in cui un intervento finanziario relativamente contenuto potrebbe garantire la fruibilità dell’opera.

Piscina Comunale Vibo

Infrastrutture viarie strategiche. Alcune opere incompiute riguardano la rete stradale regionale: l’adeguamento della strada panoramica Rosarno-Pizzo Calabro e la Tangenziale Est di Vibo Valentia classificate come opere “a rete”: sebbene incomplete, non costituiscono una discontinuità nella circolazione, ma il loro completamento avrebbe un potenziale impatto strategico significativo sul territorio.

Tangenziale est vibo

Opere restano incompiute, cause strutturali del fenomeno

Il fenomeno delle opere incompiute non è nuovo, né circoscrivibile a singole anomalie locali. Le cause che portano un cantiere a bloccarsi sono molteplici e spesso si sovrappongono: insufficienza o esaurimento dei fondi stanziati inizialmente, problemi tecnici imprevisti in fase di esecuzione, variazioni normative che rendono obsolete o non conformi le progettazioni originarie, fallimento dell’impresa appaltatrice con conseguente blocco del cantiere, disinteresse o incapacità gestionale da parte del soggetto gestore. Rientrano nell’elenco anche le opere che, pur formalmente avviate, non rispettano i requisiti progettuali originari e non sono ancora fruibili dalla collettività.

 

Monitoraggio, priorità e risorse

L’istituzione del Tavolo tecnico al MIT rappresenta un passo formale nel tentativo di affrontare il problema con maggiore sistematicità. Il nodo centrale non è solo trovare i fondi per completare i lavori, ma costruire un sistema di monitoraggio continuo capace di intercettare le criticità prima che i cantieri si blocchino definitivamente. Il dato più allarmante, in questo senso, rimane quello delle amministrazioni centrali: 5 opere sospese per oltre 407 milioni di euro di fabbisogno. Significa che le grandi infrastrutture nazionali, pur essendo in numero ridotto, assorbono una quota sproporzionata delle risorse necessarie al completamento, sottraendole a interventi diffusi sul territorio.

 

 

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