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Ornella Muti a Cosenza. Il ritratto di una diva “fuori posto” che ama la vita vera

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Ornella Muti a Cosenza. Il ritratto di una diva “fuori posto” che ama la vita vera

Dall’inaugurazione al Teatro delle Arti di Celico, al cuore di Cosenza. Ornella Muti si racconta nel segno di un festival che unisce turismo, arte e autenticità

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Ornella Muti_Cosenza

COSENZA – di Gianfranco Forlino. Presso il Salone di Rappresentanza del Comune di Cosenza si è svolta la presentazione del libro “Questa non è Ornella Muti. Autoritratto di una diva fuori posto” (La nave di Teseo, 2025), in un clima di autentica partecipazione e profondo interesse. L’incontro si inserisce nella seconda edizione del Festival Internazionale delle Arti di Celico, una manifestazione dal forte valore culturale e umano, capace di creare occasioni di dialogo, incontro e condivisione attraverso l’arte.

Presidente onorario del festival è il celebre regista, sceneggiatore e attore canadese David Cronenberg, figura iconica del cinema contemporaneo, noto anche al grande pubblico per il ruolo del dottor Kovich nelle stagioni dalla terza alla quinta di Star Trek e per aver firmato opere divenute ormai cult, come La mosca.

L’asse Celico-Cosenza. Una sinergia per il territorio

L’iniziativa nasce da una felice collaborazione che mette insieme tre istituzioni, il Comune di Celico, quello di Comune di Cosenza e l’Università della Calabria. Come spiegato dal sindaco di Celico, Matteo Lettieri, il festival è frutto di un finanziamento del Ministero del Turismo volto a creare una grande vetrina nazionale e internazionale, rendendo la cultura un bene fruibile che esce dai confini locali per abbracciare l’intero territorio.

“L’anno scorso è stata davvero un’edizione che ha portato grande visibilità a tutto il territorio”, ha dichiarato Lettieri, sottolineando l’importanza di avere una figura come Cronenberg come presidente onorario, affiancato dai direttori artistici Antonio Nicaso, saggista e storico delle organizzazioni criminali e Donato Santeramo, professore della Queen’s University di Kingston in Canada.

L’omaggio del Sindaco Franz Caruso

Ad aprire l’incontro cosentino è stato il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che ha espresso profonda emozione nel ricevere l’attrice nella casa comunale. Caruso ha descritto il volume come un’opera di sorprendente onestà: “Stamattina non abbiamo soltanto il piacere di presentare un libro. Abbiamo anche il piacere di ospitare una diva del cinema non solo nazionale ma internazionale che si è cimentata in un libro particolarmente intenso”.

Caruso David Cronenberg

Caruso ha poi sottolineato come la vita della Muti non sia stata un percorso pianificato, ma un’esistenza sviluppatasi “giorno dopo giorno”, definendo il libro “un atto di coraggio” per la sua “narrazione senza rete di episodi di vita personale e familiare”.

Il dialogo con Antonietta Cozza. Le radici e il cinema

La conversazione è entrata nel vivo grazie ad Antonietta Cozza, delegata alla cultura del Comune di Cosenza, che ha ricordato la bellissima serata inaugurale trascorsa a Celico, dove è stato proiettato il film icona Romanzo popolare in omaggio alla carriera dell’attrice. Cozza ha poi guidato la Muti in un viaggio nelle sue radici, citando passaggi potenti del libro.

L’attrice ha ricordato la madre estone, Ilse Renate Krause, una “straniera” che l’ha educata all’amore per l’arte, e il padre napoletano, un giornalista che sognava per lei una carriera da medico. Oltre all’educazione artistica, l’attrice ha rivelato dettagli inediti sulla madre, una donna dalla storia complessa e “pericolosa”, giunta in Italia attraverso viaggi difficili di cui parlava poco.

La madre era una scultrice di cavalli, prima in legno e poi in ceramica, una passione che ha lasciato un segno indelebile nelle figlie. Un dettaglio curioso riguarda il rapporto tra i genitori, inizialmente non si capivano linguisticamente. La madre imparò l’italiano leggendo “I Promessi Sposi”, mentre il padre conosceva solo pochissime parole di tedesco; nonostante queste barriere e le differenze culturali (la madre non amava cucinare, compito che spettava al padre napoletano), il loro fu un legame profondo e intenso.

Ornella Muti Cosenza 2

L’esordio nel cinema a soli 14 anni è stato descritto come un evento casuale, avvenuto accompagnando la sorella Claudia a un provino per Damiano Damiani. L’attrice ha inoltre descritto la sua estrema timidezza giovanile: “Se qualcuno mi guardava inciampavo”, spiegando come il cinema sia stato per lei una cura, permettendole di osservare gli altri e capire cosa non volesse diventare.

L’aspetto più autentico emerso è la semplicità con cui Ornella Muti si rapporta alla vita, rifiutando la distanza tipica del divismo: “Io non mi trovo a mio agio a fare la diva o a fare un altro personaggio. Io questa sono e ci tengo a rimanere così perché credo che la salvezza nel passare degli anni sia quello di rimanere fedeli a se stessi”.

Con ironia, ha parlato delle pressioni estetiche sulle donne: “Noi donne abbiamo un po’ una data di scadenza come il tonno”, e ha ribadito il suo amore viscerale per la gente comune: “La diva si distanzia dal pubblico. Io no, io lo amo il pubblico, io amo la gente… Siamo tutt’uno”. Questa filosofia si riflette nella scelta coraggiosa di portare avanti la prima gravidanza (la figlia Naike) nonostante le pressioni contrarie del sistema cinematografico: “Mi sono chiesta: ma si può fare una cosa così? Puoi sopprimere? Anche se è una vita che è venuta a caso”.

Il legame di Ornella Muti con la Calabria

Per Ornella Muti il legame con la Calabria, definita “un diamante”, è profondo e familiare. Grazie alla famiglia calabrese di sua figlia, l’attrice ha scoperto realtà affascinanti, sentendosi adottata da questa terra “amorevole”. L’evento si è concluso con la consegna del sigillo della città di Cosenza sia a Ornella Muti che a David Cronenberg, celebrando l’incontro tra l’eccellenza del cinema mondiale e l’autenticità di una donna che ha scelto di restare umana.

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