Calabria
VITTIME DI UN INCUBO
Orrore senza limiti: arrestato per brutali violenze su moglie e amante «la voglio sfilettare»
Le indagini dei carabinieri sono scattate nonostante non sia stata presentata alcuna denuncia. Violenze, minacce di morte nei confronti della moglie, anche davanti ai 4 figli minori. L’altra donna ha subito aggressioni e umiliazioni

SAN FERDINANDO (RC) – Violenze brutali e sistematiche fortunatamente interrotte dai carabinieri di San Ferdinando, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un soggetto del posto. L’uomo è gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia aggravati e continuati.
Violenze: due donne vittime dello stesso incubo
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, l’indagato avrebbe trasformato la propria quotidianità in un incubo per due donne: la moglie e l’amante.
La coniuge sarebbe stata costretta a subire violenze anche davanti ai quattro figli minori mentre la seconda sarebbe stata vittima di aggressioni, minacce e umiliazioni. Due relazioni diverse, accomunate da un unico elemento: la sopraffazione.
Indagini partite senza denuncia ma dagli accessi in ospedale
L’indagine, particolarmente complessa, non è nata da una denuncia. Le vittime, infatti, non avevano mai segnalato i fatti a causa della paura e della totale soggezione. A far scattare l’intervento sono stati i ripetuti accessi sospetti ai pronto soccorso degli ospedali di Gioia Tauro e Polistena da parte dei figli minori. Ferite e traumi giustificati come incidenti domestici, ma mai riscontrati dalle forze dell’ordine. Da qui, l’avvio di intercettazioni e approfondimenti investigativi che hanno fatto emergere un quadro drammatico.

Violenze, minacce e tentato soffocamento
Le risultanze investigative descrivono episodi di estrema gravità: la moglie sarebbe stata ripetutamente percossa, strattonata e sbattuta contro i muri, anche sotto gli occhi dei figli. In un caso, l’uomo avrebbe tentato di soffocarla nel sonno premendole un cuscino sul volto. Le aggressioni erano accompagnate da insulti e minacce di morte, fino a evocare la volontà di “sfilettarla”.
Aggressioni anche alla compagna
La violenza non si fermava tra le mura domestiche perchè anche la donna con la quale il soggetto aveva una relazione extraconiugale, sarebbe stata sottoposta a controllo ossessivo e aggressioni fisiche. In un episodio, le sarebbe stato rotto il labbro, con l’imposizione di non ricorrere a cure mediche. Un clima quotidiano fatto di vessazioni, insulti e minacce.
L’operazione evidenzia il ruolo fondamentale dell’attività investigativa dei Carabinieri nel far emergere situazioni di violenza sommersa. In contesti segnati da paura e silenzio, l’iniziativa d’ufficio si conferma decisiva per interrompere dinamiche pericolose e proteggere le vittime.


















Social