Area Urbana
LA PROTESTA
“L’Ospedale non si tocca”: Cosenza scende in piazza per protestare e difendere l’Annunziata
A Cosenza parte la mobilitazione popolare contro lo spostamento dell’ospedale civile: attesa una grande manifestazione unitaria con istituzioni e realtà civiche del territorio

COSENZA – “No allo spostamento dell’Ospedale Civile di Cosenza nel Comune di Rende”. Si svolgerà a Piazza Kennedy, martedì 26 maggio, una grande manifestazione civica e popolare per difendere l’Ospedale Civile di Cosenza. Tutti i comitati di quartiere, le associazioni civiche, il Comune di Cosenza, organizzazioni sindacali, e semplici cittadini si ritroveranno in piazza per dire “NO allo spostamento dell’HUB a Rende”.
Ospedale, manifestazione il 26 maggio a Cosenza
Difendere l’ospedale significa difendere il diritto alla salute, i servizi pubblici e il futuro della città e dell’intero territorio. Hanno già aderito: associazioni, partiti politici, il Comune di Cosenza, organizzazioni sindacali, comitati di quartiere della città di Cosenza e delle frazioni, movimenti civici e realtà territoriali. Sarà una grande manifestazione che riguarda tutta la cittadinanza, un momento di partecipazione democratica, civica e popolare. Tutti in piazza martedì 26 maggio!”.

L’adesione del Comitato No Scippo
Anche il Comitato No Scippo aderisce all’iniziativa pubblica del 26 maggio promossa dai Comitati di quartiere e civici che “come noi facciamo da tempo, difendono il diritto di Cosenza, capoluogo di provincia, a mantenere nel suo territorio, come la legge prescrive, l’Ospedale HUB di Cosenza che Occhiuto vorrebbe trasferire arbitrariamente ad Arcavacata di Rende”.
“Siamo convinti – spiegano dal Comitato – che insieme saremo capaci di difendere non solo l’ospedale pubblico e la sanità pubblica ma anche il futuro economico e sociale di Cosenza e del territorio dei Casali che sta attorno ad essa. Insieme combatteremo per evitare che Cosenza diventi, come qualcuno spera, periferia di Rende-Montalto Uffugo”.

“Il futuro dell’area urbana cosentina non è un dannoso prolungamento della città-spaghetto che corre verso nord, il futuro è la Città Policentrica, riequilibrata a sud, come prevedono le direttive europee per contrastare dissesto idro-geologico, abbandono dei territori e spopolamento progressivo. Cosenza si è svegliata. Cosenza c’è”.



















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