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Ospedale della Sibaritide, Stasi denuncia: «Consegnato un poliambulatorio senza acqua e fogne»
Il sindaco Flavio Stasi chiede l’applicazione delle penali per i ritardi sull’ospedale della Sibaritide e accende i riflettori sui costi della gestione privata: «Consegnato un poliambulatorio senza acqua e fogne».

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – “Ribadisco come l’apertura di nuovi spazi adibiti a struttura sanitaria rappresenti una buona notizia per la città e per il territorio, così come il fatto che i lavori per il nuovo Ospedale della Sibaritide stiano andando avanti. Non sono però terminati con la cerimonia mediatica del 6 ottobre: il concessionario avrebbe dovuto consegnare un ospedale ed invece ha consegnato un poliambulatorio ancora privo di rete idrica e fognaria. Per i ritardi imputabili al concessionario devono essere applicate le penali previste dal contratto”. Lo afferma il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi dopo la vicenda sulle consulenze pneumologiche.

Ritardi all’ospedale della Sibaritide: “Si applichino penali”
“Ribadisco il mio invito al presidente della giunta regionale – prosegue – affinché si utilizzino le penali a carico del concessionario, soldi pubblici dei calabresi, per finanziare servizi fondamentali, a partire da Emodinamica e Medicina nucleare. Senza queste prestazioni viene meno una parte essenziale della ragione per cui attendiamo da vent’anni un nuovo ospedale. Abbiamo appena inaugurato nuovi ambulatori e, per ottenere una consulenza specialistica, bisogna andare all’hub? Se il trasferimento dell’ambulatorio a Insiti ha fatto venir meno la possibilità di assicurare le consulenze nei nostri ospedali, qualcuno deve spiegare quale miglioramento sia stato ottenuto per i cittadini”.
Per Stasi è poi necessario un Piano del personale che garantisca le attività nelle nuove sedi e nei presidi ancora operativi e chiede di “aprire una discussione pubblica” sul tema della gestione privata dei servizi di supporto dell’ospedale pubblico: “Le attività cliniche restano pubbliche, ma una parte rilevante del funzionamento della struttura viene affidata al concessionario e pagata dal servizio sanitario. Quanto stiamo pagando per questa utilissima attivazione di un poliambulatorio? Chi controlla qualità, costi e rispetto degli impegni?”.

“Un ospedale pubblico – afferma ancora – deve rispondere ai bisogni di salute delle comunità. Sappiamo che a regime il Servizio sanitario dovrà pagare al concessionario circa 21 milioni di euro all’anno di soldi pubblici per la gestione dell’ospedale, dopo aver speso 300 milioni per la realizzazione. Parliamo di cifre mostruose, da ospedale più costoso d’Italia, che consegneranno alle nuove generazioni un ospedale a carico del pubblico ma a gestione privata. Una buona fregatura.
Avevo suggerito e chiesto al governatore, prima delle mega-varianti milionarie che ha deciso solitariamente di attuare, di chiudere la follia del progetto pubblico-privato in quanto formula non più attuale e conveniente, ed affidare al concessionario la sola realizzazione del nosocomio, delegando la gestione del nuovo ospedale direttamente all’Asp. Purtroppo in questo caso, come in altri, non sono stato ascoltato”.
“A scelte fatte – conclude Stasi – ora però è il momento di far rispettare i contratti, di riempire l’ospedale di contenuti, a partire da Medicina Nucleare ed Emodinamica, e di garantire una fase transitoria efficiente, senza gravare ulteriormente su cittadini già esasperati. Al momento nessuno di questi obiettivi basilari sembra alla portata dell’attuale governo regionale”.


















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