Area Urbana
la lettera
Ospedale di Cosenza: la denuncia di un nonno «niente visita alla nipotina. Familiari ammessi, ma solo se donne!»
«Negato l’ingresso nel reparto di Ostetricia dell’ospedale di Cosenza per far visita a figlia e nipotina, ma quel cartello con il regolamento ufficiale non coincide con la realtà»

COSENZA – La nascita di una nipotina tanto attesa si è trasformata in un momento di rabbia e delusione per un nonno cosentino, che ha scritto alla nostra redazione. Giunto all’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza per far visita alla figlia e alla neonata, l’uomo si è visto negare l’accesso al reparto degenze di Ostetricia e Ginecologia, riscontrando una diversità di trattamento rispetto a quanto comunicato ufficialmente dalla stessa azienda ospedaliera che ha deciso di denunciare pubblicamente attraverso una lettera.
Ospedale di Cosenza: il cartello con le visite al reparto
«Le linee guida affisse all’ingresso del reparto sono chiare e precise – spiega. Davanti alla porta è presente un cartello, firmato dal Direttore dell’UOC di Ostetricia e Ginecologia, il quale riporta che è consentita un’ora di visite (dalle ore 17:00 alle 18:00) a solo due familiari, i quali dovranno alternarsi. «Fin qui tutto chiaro» commenta il nonno nella missiva. «In pratica quel cartello mi dice che in quell’ora possono alternarsi due familiari. Uno entra e l’altro esce, ed è anche giusto così per non creare confusione». La realtà riscontrata al momento dell’accesso si è rivelata però differente.

La denuncia: «ammesse solo le donne, ma sul cartello non è scritto»
Il problema è sorto quando l’uomo si è presentato al reparto per poter far visita alla figlia e alla nipotina: niente accesso al reparto. «Quando mi sono presentato rispettando l’orario per poter accedere al reparto mi è stato negato l’accesso. Il motivo? Possono entrare si due familiari alternati ma solo donne ad eccezione del padre. Ho chiesto spiegazioni ad una guardia giurata lì presente, facendole notare che il diniego ad entrare cozza con quanto scritto nel cartello. Non leggo da nessuna parte che possano entrare solo familiari donne oppure che possa accedere solo il papà».
«Discrezionalità negli ingressi?»
In nessun punto della comunicazione si legge che l’ingresso sia riservato alle sole donne o che il papà sia l’unico uomo ammesso. «Si tratta di una vera e propria discriminazione» contesta il nonno, sottolineando come ai familiari maschi, inclusi i nonni, venga in pratica impedito l’accesso, nonostante la nota del Direttore affissa all’esterno dica tutt’altra cosa. L’uomo ha evidenziato un ulteriore elemento di incongruenza nella gestione degli accessi da parte del personale di vigilanza, che sembra avvenire con discrezionalità.
Mentre alla guardia veniva chiesto conto della presunta discriminazione di genere senza ottenere risposta, il nonno ha documentato il via vai di persone: davanti ai suoi occhi sono entrate e uscite diverse accompagnatrici, badanti e persino bambini. Un dettaglio, quest’ultimo, che viola un altro divieto tassativo ben evidenziato sullo stesso cartello informativo, il quale specifica testualmente che “non sono ammessi nel reparto bambini sotto i 12 anni”.
La lettera si chiude con l’amarezza di chi si è visto privato di un momento unico e irripetibile. Oltre al danno di non aver potuto stringere a sé la nipotina appena nata e non aver potuto sostenere la propria figlia, resta la profonda delusione nei confronti di una gestione che il nonno definisce ingiusta. Un momento che doveva essere di pura felicità familiare si è trasformato così in un ricordo amaro, segnato da un divieto improvvisato che ha tolto a un nonno il diritto di esserci.



















Social