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Ospedale di Paola, UGL: «Rifiuti speciali senza controllo e sicurezza»

Tirreno

Ospedale di Paola, UGL: «Rifiuti speciali senza controllo e sicurezza»

La sigla sindacale denuncia che i rifiuti vengono depositati in locali non adatti stazionandovi per giorni, prima di essere ritirati dalla ditta incaricata. L’appello è al commissario De Salazar affinché si faccia carico della questione

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Ospedale di Paola rifiuti speciali

PAOLA (CS) – Nell’ospedale di Paola i rifiuti speciali stazionano per giorni in locali non adatti, non sicuri e senza nessun controllo. È questa la denuncia che arriva dall’UGL Federazione Salute che si appella direttamente al neo commissario dell’Asp, De Salazar affinché ponga rimedio quanto prima ad una situazione definita incresciosa.

Tale situazione «mette a nudo ulteriori criticità in ambito sanitario che vanno oltre le difficoltà nel reperire medici, infermieri ed operatori sanitari bensì ancora una volta dimostra la superficialità posta nella gestione organizzativa. Con il risultato che presso l’Ospedale di Paola, i rifiuti speciali vengono ad essere depositati in locali privi di alcun controllo e sicurezza, oltremodo stazionandovi per giorni, prima di essere ritirati dalla ditta incaricata, che, in passato provvedeva al ritiro giornalmente» dice il sindacato.

Ospedale di Paola

Ospedale di Paola, UGL: «Situazione irresponsabile sui rifiuti speciali»

Come organizzazione sindacale, fa sapere l’UGL, tramite il segretario nazionale, Gianluca Giuliano ed il consigliere nazionale Guglielmo Nucci, «alla luce delle segnalazioni alla Direzione sanitaria, effettuate dagli operatori preposti e non, costretti perfino a uscire dall’edificio per depositare i rifiuti speciali in locali adibiti alla loro raccolta, riteniamo irresponsabile nonché incomprensibile l’immobilismo dei dirigenti che, pur se coinvolti, non hanno predisposto alcun intervento; inoltre ci chiediamo come mai non sia intervenuta la RLS eletta in azienda, vista la gravità/pericolosità che ne deriva per la trascuratezza sulla sicurezza e per la salute degli operatori, materie attinenti al suo ruolo».

I dubbi sugli altri plessi

A questo punto,  «sorge il dubbio – dice la sigla sindacale – considerata la vastità del territorio di competenza (150 comuni, fra Tirreno, Savuto, Pollino, Sila e Ionio), che situazioni simili non abbiano a verificarsi in altri plessi ospedalieri. Pur riconoscendo la complessità nel coordinare la complicata gestione dell’Asp di Cosenza, siamo fiduciosi cha il riordino, voluto dal Presidente Occhiuto vada in tal senso. Ovvero istituire un’Azienda Ospedaliera unica, che separi l’amministrazione/organizzazione dell’Asp fra “prima linea territoriale” dal coordinamento/controllo di Guardie Mediche, Poliambulatori, future Case di Comunità ovvero della Salute, gestione Cup».

Infine l’invito rivolto a De Salazar a «farsi carico e porre rimedio a quest’incresciosa situazione, non sia presente in altre strutture sanitarie».

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