Tirreno
Ospedale di Paola, commovente lettera per dire ‘grazie’ «siete stati forza e speranza nei giorni più bui»
Il ringraziamento della figlia di un paziente, in una lettera arrivata alla nostra redazione, alla Medicina d’Urgenza dell’Ospedale di Paola “Non vi siete presi cura solo della sua salute”

PAOLA (CS) – Una lettera carica di emozione e gratitudine è arrivata alla nostra redazione ed è rivolta alla Direzione e all’équipe del reparto di Medicina d’Urgenza dell’Ospedale San Francesco di Paola. Parole sentite, scritte da una figlia, per ringraziare medici e operatori sanitari che per un mese e mezzo si sono presi cura del papà ricoverato.
Ospedale di Paola: una lettera per dire “grazie”
“Scrivo queste parole con il cuore pieno di gratitudine e di emozione, perché non esistono davvero parole sufficienti per esprimere ciò che avete rappresentato per noi in questo periodo così lungo, difficile e carico di paura”. “Per un mese e mezzo mio padre è stato nelle vostre mani… e in tutto questo tempo non vi siete presi cura solo della sua salute, ma anche delle nostre ansie, delle nostre speranze e delle nostre fragilità. Ogni gesto, ogni parola, ogni sguardo di attenzione ha avuto per noi un valore immenso. Nei momenti più bui siete stati presenza, forza e conforto”.

Il ringraziamento ai medici
“Un ringraziamento speciale, sentito e commosso, va al dottor Andrea Arone, per la dedizione, la competenza e la sensibilità con cui ha seguito mio padre giorno dopo giorno. La sua attenzione, la sua disponibilità e la sua capacità di trasmettere fiducia ci hanno sostenuto più di quanto potrà mai immaginare”.
Parole di profonda stima anche per la chirurga Lisa Garrini: “Un grazie altrettanto profondo alla d.ssa Garrini, per la professionalità, la determinazione e la grande umanità dimostrate. La sua presenza, il suo impegno e la sua cura resteranno per sempre nella nostra memoria con immensa riconoscenza”.

“Un atto di amore verso la vita”
La lettera si estende a tutto il personale medico e sanitario: “Ognuno di voi, con il proprio ruolo, ha contribuito a farci sentire accolti, accompagnati e mai soli. In un momento in cui la paura poteva prendere il sopravvento, ci avete donato fiducia, dignità e speranza”. La lettera si chiude con una riflessione: “Quello che fate ogni giorno non è solo un lavoro: è un atto di amore verso la vita e verso le persone. E noi non lo dimenticheremo mai”.




















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