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Ospedale di Paola: «Pronto soccorso fermo da oltre 4 anni e sala d’attesa dialisi inesistente»

Tirreno

Ospedale di Paola: «Pronto soccorso fermo da oltre 4 anni e sala d’attesa dialisi inesistente»

La denuncia del gruppo consiliare “Riparte il Futuro” che chiede un cronoprogramma pubblico e verificabile per il rilancio dell’Ospedale di Paola e annuncia una visita nei reparti

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Paola fast track lettera centralino

PAOLA (CS) – Il gruppo consiliare “Riparte il Futuro” torna a farsi portavoce di una preoccupazione che non si placa con i comunicati rassicuranti: l’Ospedale San Francesco di Paola attende ancora risposte concrete. Questa città ha già ascoltato troppe volte parole come “accelerare”, “potenziare”, “in tempi brevi”. Il Pronto Soccorso è fermo da oltre quattro anni. La sala d’attesa della dialisi non esiste ancora. I locali di Rione Colonne cadono a pezzi. Gli annunci non bastano più. Non bastano da tempo. Diciamo subito una cosa con chiarezza, per non essere accomunati a chi cavalca questi temi solo per raccogliere consenso: non è questo il nostro metodo. Ci distinguiamo nettamente da chi ha trasformato la sanità in uno strumento di lotta politica quotidiana, alimentando allarmi senza proporre soluzioni.

Il nostro ruolo è diverso — più esigente, più scomodo per chi governa, ma anche più utile per i cittadini: pretendere risposte concrete, verificarle, e non abbassare mai la guardia. Un cronoprogramma pubblico o sarà solo propaganda. Le disponibilità che periodicamente l’ASP dichiara non hanno alcun valore finché non diventano un cronoprogramma scritto, pubblico, con scadenze tassative per ogni singolo intervento. Questo documento deve essere presentato formalmente al Consiglio comunale — non alla sola maggioranza, non filtrato da comunicati concordati: al Consiglio nella sua interezza, che è l’unico organo legittimato a svolgere una vera funzione di controllo.

“Riparte il Futuro” pretende di esercitare quel controllo con cadenza regolare. Se gli impegni vengono rispettati, lo diremo. Se non vengono rispettati, lo diremo ugualmente — e con ancora più forza. La dialisi senza sala d’attesa è un’indecenza, non una mancanza. I pazienti dializzati accedono all’ospedale tre volte a settimana, per ore, spesso debilitati, sempre accompagnati. Non avere una sala d’attesa dignitosa non è una dimenticanza amministrativa: è il segno di quanto ancora manchi una cultura reale del paziente in questa struttura. Esigiamo che la realizzazione di questo spazio venga inserita immediatamente tra le priorità vincolanti di qualsiasi piano di interventi.

Ospedale di Paola, ‘Riparte il Futuro’: “Faremo un sopralluogo”

Non come appendice, ma come misura urgente e non negoziabile. Visita istituzionale ai reparti: nei prossimi giorni saremo lì. Nei prossimi giorni il gruppo “Riparte il Futuro” effettuerà una visita istituzionale ai reparti dell’Ospedale San Francesco. Andremo a vedere di persona le condizioni reali dei locali, non quelle descritte nei comunicati. Parleremo con il personale sanitario e con i pazienti. Quello che troveremo lo porteremo all’attenzione pubblica senza filtri e senza sconti, nel rispetto dovuto a chi lavora in quel presidio ogni giorno con professionalità straordinaria e spesso con mezzi insufficienti.

Rione Colonne: il “temporaneo” è la forma italiana del definitivo. Sul fronte della Direzione Sanitaria, già oggetto di un trasferimento temporaneo legato ai lavori in corso, vigileremo affinché la provvisorietà non si trasformi — come troppo spesso accade in questa regione — in soluzione permanente mascherata da misura transitoria. Parallelamente, ci risulta che circoli l’ipotesi di trasferire a Cetraro anche i servizi dell’ambulatorio di Rione Colonne, in attesa della ristrutturazione dei relativi locali. Finché questa eventualità non è sancita da atti formali, pretendiamo che resti tale: un’ipotesi, non una decisione. Quei cittadini hanno diritto a servizi sanitari di prossimità e non sono disponibili a pagare il prezzo di ritardi amministrativi che non hanno prodotto. Se si dovesse procedere, esigiamo tempi certi di rientro scritti e vincolanti, prima che qualsiasi trasferimento venga autorizzato. Fine del commissariamento: basta maquillage, servono scelte nette.

L’uscita dal commissariamento è un passaggio positivo, ma da sola non basta. Senza una discontinuità reale, rischia di ridursi a un’operazione di facciata. Anche perché tutte le figure attualmente nominate sono provvisorie: un motivo in più per intervenire subito e in modo radicale. Serve una revisione profonda della pianta organica dell’ASP, a partire dal Direttore Generale. Non si può aprire una nuova fase lasciando intatti gli assetti che hanno segnato la precedente. La Regione dimostri serietà: nomine fondate su competenza e trasparenza, non sull’ennesima spartizione di incarichi. Basta con i due mezzi ospedali: serve una scelta coraggiosa.

C’è infine una questione che la politica locale continua a eludere per quieto vivere: Paola e Cetraro non possono restare due presidi dimezzati, ciascuno troppo piccolo per essere autonomo e troppo orgoglioso per integrarsi davvero. Questa logica non produce sanità, produce solo campanilismo burocratico a spese dei pazienti. Occorre una scelta coraggiosa che definisca con chiarezza le vocazioni di ciascuna struttura e costruisca un sistema integrato degno dell’intero Tirreno cosentino. Finché non si affronterà questo nodo, qualunque intervento puntuale resterà un rattoppo. “Riparte il Futuro” non si accontenta di vertici fotografati e comunicati rassicuranti. I cittadini di Paola meritano di meglio. Il Gruppo Consiliare “Riparte il Futuro” Comune di Paola

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