Area Urbana
Ostruzionismo? Ghionna replica a Gelsomino: «chiedere gli atti è un diritto previsto dalla legge»
Il consigliere comunale Ghionna contrattacca e replica a Gelsomino «Le risposte continuano a mancare». Continua lo scontro a Rende sulla “sulla trasparenza amministrativa”

RENDE – Marco Ghionna replica alla replica, e rivendica il diritto dei consiglieri comunali ad accedere agli atti necessari per svolgere il proprio mandato istituzionale. Il consigliere di minoranza risponde così alle dichiarazioni di Clelio Gelsomino al quale, spiega “è giusto ricordare che, chi chiede atti e trasparenza esercita un diritto previsto dalla legge. Non chiede favori, non pretende corsie preferenziali e non fa ostruzionismo”. Secondo Ghionna, le richieste avanzate nel corso dell’ultimo anno rientrano pienamente nelle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali e non possono essere interpretate come un tentativo di rallentare o ostacolare l’attività amministrativa.
Ghionna «Otto richieste in un anno, non sono ostruzionismo»
Nel merito delle contestazioni, il consigliere sottolinea come il numero delle richieste di accesso agli atti sia stato contenuto e legato esclusivamente all’attività di controllo amministrativo: “Otto richieste di accesso agli atti in un anno. Otto, non ottanta. Tutte riconducibili alla normale attività di controllo che compete ai consiglieri comunali. Parlare di ostruzionismo di fronte a questi numeri appare francamente singolare”.
Ghionna ribadisce che l’obiettivo dell’opposizione non è ottenere chiarimenti informali, ma acquisire la documentazione necessaria per verificare l’operato dell’amministrazione: “non vogliamo delucidazioni. Abbiamo ben chiaro ciò che sta accadendo. Vogliamo gli atti, se ci sono”.

Secondo il consigliere, la legge è chiara nel riconoscere il diritto di accesso ai documenti amministrativi nell’esercizio del mandato: “quando un consigliere richiede documenti nell’esercizio del proprio mandato, l’Amministrazione è tenuta a fornirli. Gli atti non possono essere sostituiti da telefonate, incontri informali o spiegazioni verbali”.
Il rapporto tra amministrazione e consiglieri
Nel suo intervento, Ghionna contesta anche l’idea che le informazioni debbano essere richieste o ottenute attraverso canali informali: “colpisce, invece, la concezione secondo cui il consigliere dovrebbe recarsi al Gabinetto del Sindaco per ricevere informazioni che dovrebbero essere trasmesse attraverso procedure regolari. Il Comune non è una corte e il Gabinetto del Sindaco non è il luogo in cui si dispensano, per benevola concessione, informazioni che dovrebbero essere fornite mediante atti e documenti.”
«Il confronto istituzionale è stato eluso»
“Respingiamo con forza il tentativo di qualificare come ‘ostruzionismo‘ ciò che la legge considera una prerogativa fondamentale dei consiglieri comunali. Gelsomino sa bene che non siamo ricorsi alla stampa sul tema non per scelta, ma dopo mesi di richieste, accessi agli atti, interrogazioni e solleciti rimasti senza risposta o con riscontri incompleti e tardivi. Non parliamo soltanto dell’elenco dei consulenti, ma di numerose questioni amministrative sulle quali continuiamo a chiedere chiarimenti nell’esercizio del nostro mandato”.

«Continueremo a pretendere trasparenza»
Il consigliere rivendica il ruolo di controllo affidato dagli elettori all’opposizione e annuncia che l’attività di verifica proseguirà: “la verità è semplice: il confronto istituzionale è stato troppo spesso eluso. Noi continueremo a fare ciò che i cittadini ci hanno chiesto di fare: chiedere documenti, verificare decisioni e pretendere trasparenza. Senza chiedere permesso a nessuno. Le domande restano le stesse. Le risposte, invece, continuano a mancare”.



















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