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‘Pagliacci’, un femminicidio di fine ‘800: l’opera di Leoncavallo al Rendano
Il celebre capolavoro di Leoncavallo arriva questo weekend al Teatro Rendano in una versione che unisce tradizione e attualità, tra voci internazionali, regia giovane e coreografie emozionanti

Di Filippo Salatino
COSENZA – Scelta quanto mai “tradizionale”, e connotata da uno strettissimo legame col nostro territorio, quella di Chiara Giordano, direttrice artistica del Teatro di tradizione Alfonso Rendano, che manderà in scena stasera alle 20,30 ed in replica, domani, domenica, alle 18,00, “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo opera ambientata presso Montalto, il giorno della festa di Mezzagosto, fra il 1865 e il 1870.
Il giovanissimo Leoncavallo (1857-1919) rimase colpito ed impressionato da un delitto d’onore in una compagnia di attori girovaghi, avvenuto mentre il padre era magistrato in Calabria, il quale partecipò all’istruzione della parte iniziale il processo che poi si concluse con due condanne. Da ciò trasse ispirazione per l’opera, Prologo e 2 Atti, da sempre considerata “caposaldo del filone verista” della letteratura e dell’operistica nazionale. Nella primavera del 1892 Leoncavallo lavorò all’allestimento dei “Pagliacci” rappresentata per la prima volta al Teatro Dal Verme di Milano il 21 maggio 1892 sotto la direzione di un giovanissimo Toscanini.
E che l’opera – di sicura presa sul pubblico, andata in scena ed amata in tutto il mondo e spesso anche in Calabria – mantenga una sua “autenticità e modernità” è testimoniato dalle considerazioni della Giordano: «Conoscerla in maniera più approfondita rappresenta un’occasione culturale importante, così come altrettanto fondamentale è la sua forte contemporaneità, in quanto un tema così attuale come il femminicidio costituisce un fenomeno da affrontare in ogni sede, anche quella artistica. Nedda, la protagonista di “Pagliacci” potrebbe essere certamente una donna del nostro tempo». Infatti, il finale è naturalmente inserito nel dibattito intorno ai risvolti del femminicidio.
“Pagliacci” è stata programmata dal direttore artistico Giordano, proprio per la coerenza col macro tema della programmazione triennale del “Rendano”, ovvero la relazione femminile-maschile nelle dinamiche individuali e sociali, in una visione, dal punto di vista femminile, in una accezione popolana e popolare (da qui la scelta anche della “Carmen” andata in scena nelle scorse settimane).
La regia dell’allestimento di “Pagliacci” per il Teatro Rendano è di Gianmaria Aliverta, fra i registi di italiani di nuova generazione. Di rilievo e ben sperimentato il cast, in cui spiccano voci straordinarie: il soprano Serena Gamberoni (Nedda/Colombina) la cui carriera l’ha condotta dal Carlo Felice di Genova fino ai palcoscenici più prestigiosi (Teatro alla Scala, Covent Garden, Royal Opera House, Maggio musicale fiorentino, Opera di Roma, Arena di Verona, New National Theatre di Tokyo).
Voce fra le più rilevanti della lirica internazionale, interprete raffinata di ruoli mozartiani, diretta da maestri quali Riccardo Muti, Jeffrey Tate, Myung-Whun Chung e Antonio Pappano. All’attività artistica la cantante affianca un forte impegno nella formazione, guidando l’Accademia del Teatro Carlo Felice e il programma Global Lab della Andrea Bocelli Foundation.
Nei panni di Canio/Pagliaccio gli spettatori potranno apprezzare il tenore venezuelano Aquiles Machado. Anche in questo caso una voce potente, dotata di particolare carisma scenico, con una carriera che lo ha portato a calcare le scene della lirica mondiale, Machado si è distinto come interprete verdiano, vincendo anche premi molto prestigiosi. Vanta significative collaborazioni con prestigiosissimi direttori d’orchestra come Riccardo Chailly, Daniel Barenboim, Riccardo Muti, Zubin Metha e Gustavo Dudamel. Completano il cast di “Pagliacci”, Marcello Rosiello (Tonio/Taddeo), Stefano Colucci (Beppe/Arlecchino), Andrea Piazza (Silvio), Emanuele Collufio, Fabio Napoletani e Moustafa Mohamed Gaber.
L’Orchestra Sinfonica Brutia, sarà diretta da Giancarlo Rizzi, già molto apprezzato alla sua guida; mentre il “Coro lirico Siciliano” da Francesco Costa che si è distinto, con felici esiti, nelle ultime opere del Rendano, cui si aggiunge il “Piccolo Coro di voci bianche” sempre del Teatro bruzio, diretto da Maria Carmela Ranieri, i danzatori della Compagnia Create Danza per le coreografie di Filippo Stabile, le scene di Francesca Donati, i costumi di Matteo Corsi e il Light designer Andrea Rizzitelli.

















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