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Paola, inciviltà al Santuario di San Francesco tra schiamazzi e sporcizia: scattano le regole anti-degrado

Tirreno

Paola, inciviltà al Santuario di San Francesco tra schiamazzi e sporcizia: scattano le regole anti-degrado

D’intesa con le forze dell’ordine scattano le regole anti-degrado. La Rettoria lancia l’appello: «Il Santuario di San Francesco di Paola non è un’area pic-nic. Resterà sempre aperto a chiunque lo voglia vivere con rispetto e amore»

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PAOLA (CS) – Un luogo di pace, spiritualità e ristoro estivo violato troppo spesso da comportamenti incompatibili con la sacralità del luogo. La Rettoria della Basilica del Santuario di San Francesco di Paola ha diffuso un comunicato ufficiale per denunciare l’insorgere di incresciosi episodi di “malamovida” notturna all’interno delle aree monumentali. I Frati Minimi, custodi storici del sito, chiedono il ripristino immediato del decoro e annunciano una stretta sui controlli in sinergia con le forze dell’ordine territoriali.

Santuario di San Francesco di Paola e il degrado notturno

Durante la stagione estiva, il Santuario dedicato al Santo Patrono della Calabria e della gente di mare si trasforma storicamente in un punto di riferimento non solo per i pellegrini, ma anche per i cittadini in cerca di frescura e serenità nelle calde serate del litorale tirrenico. Un’accoglienza che i religiosi hanno sempre favorito con gioia, intendendo il complesso come «una casa aperta a tutti: un luogo santo, di preghiera, di arte, di cultura e di incontro». Tuttavia, negli ultimi tempi, la quiete del luogo sacro è stata seriamente minata da comportamenti incivili.

Santuario di San Francesco di Paola 1 scaled

I Padri Minimi: “Offesa la natura del luogo sacro”

Il documento ufficiale diramato dai Frati evidenzia una preoccupante escalation di degrado, concentrata in particolare nelle ore serali e notturne. Tra le violazioni più frequenti segnalate dalla Rettoria figurano: l’abbandono indiscriminato di rifiuti e sporcizia, Schiamazzi e musica ad alto volume fino a tarda ora, l’utilizzo improprio di portici e sagrati monumentali, trasformati in veri e propri campi da gioco improvvisati e il consumo di cibi e bevande con conseguente abbandono di avanzi e imballaggi.

«Purtroppo negli ultimi tempi si è assistito con sempre maggiore frequenza a comportamenti che offendono la natura stessa di questo luogo sacro», si legge nella nota. «Tali atteggiamenti ledono non solo la quiete pubblica, ma soprattutto il rispetto dovuto a un luogo di culto, a un monumento storico-artistico e a un patrimonio spirituale della nostra comunità».

Comunicato Rettorato regole San Francesco di Paola

Il decalogo della responsabilità: le 4 regole del decoro

Per arginare il fenomeno e sensibilizzare i frequentatori del Santuario, la Rettoria – in piena sinergia con le forze dell’ordine attive sul territorio paolano – ha formulato un appello formale al senso di civiltà di ciascun visitatore, riassunto in quattro punti fondamentali:

Rispetta il silenzio e il raccoglimento: Un invito rivolto specialmente alle fasce orarie serali e notturne, per preservare la vocazione contemplativa del luogo
Custodisci la pulizia: Viene ricordato esplicitamente che «il Santuario non è un’area pic-nic» e che ogni visitatore ha il dovere di portare via i propri rifiuti
Rispetta i luoghi: I portali storici, le colonne e i sagrati non devono essere impiegati come aree da gioco
Vivi il Santuario con sobrietà: Un richiamo al decoro personale, sia nell’abbigliamento che nei modi, come si conviene a un contesto sacro

Accoglienza e fermezza: “Santuario aperto a chi ama e rispetta”

Nonostante la fermezza del richiamo, i Frati ci tengono a precisare che non vi è alcuna intenzione di blindare o chiudere le porte del complesso. «Il Santuario resterà sempre aperto a chiunque lo voglia vivere con rispetto e amore», rassicura la comunità religiosa. L’obiettivo, dunque, non è la chiusura, bensì la salvaguardia condivisa di una bellezza monumentale e di un’eredità di fede intatta da secoli. L’appello finale è rivolto direttamente alla collettività: istituzioni, cittadini e famiglie sono chiamati a fare rete per vigilare e tutelare un patrimonio che appartiene a tutta la comunità calabrese e internazionale.

 

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