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Paola, il sorriso spezzato di Mamadou: dal Senegal all’Italia in cerca di futuro. “Fiore Nero del destino”

Tirreno

La tragedia

Paola, il sorriso spezzato di Mamadou: dal Senegal all’Italia in cerca di futuro. “Fiore Nero del destino”

Da solo dall’Africa in Italia in cerca di un futuro: la vita di Mamadou si è spezzata tragicamente ieri mattina a pochi passi dal mare. Il dolore della comunità e il ricordo di Yuleisy Cruz Lezcano per non dimenticare ‘il fiore nero del suo destino’

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Paola Mamadou

PAOLA (CS) – Tre vittime sul lavoro in due giorni. Una ecatombe. L’ennesima ferita aperta in un terra che continua a contare i suoi caduti sul lavoro. Si chiamava El Hadji Mamadou Diallo, aveva solo 23 anni e un sogno partito dal Senegal che si è infranto ieri mattina in un drammatico incidente sul lavoro in un lido sul lungomare di Paola mentre era impegnato in lavori di allestimento in una struttura balneare sul Lungomare San Francesco.

Il giovane, ospite del centro di accoglienza nell’ex hotel Alambra, era una figura nota e benvoluta nella comunità. Chi lo conosceva ne raccontava di un giovane sempre con il sorriso, disponibile, allegro pronto ad aiutare tutti. Ieri mattina, intorno alle 8:30, la sua vita è stata spezzata mentre lavorava all’allestimento di uno stabilimento balneare in vista della stagione estiva. Mamadou è stato travolto dal crollo di una struttura in cemento – una colonna destinata alle docce – che non gli ha lasciato scampo.

Tragedia Paola

Le indagini: ipotesi di omicidio colposo

Sul luogo della tragedia sono intervenuti tempestivamente i soccorsi, l’elisoccorso, le forze dell’ordine e il procuratore di Paola, Domenico Fiordalisi. Nonostante la velocità dell’intervento, per il giovane senegalese ogni tentativo di rianimazione è risultato inutile. Le indagini, condotte dalla Polizia di Paola con il supporto della Scientifica e dell’Ispettorato del Lavoro, seguono la pista dell’omicidio colposo. Sarà l’autopsia, affidata al medico legale Isabella Aquila, a stabilire l’esatta causa del decesso prima che la salma possa essere restituita ai familiari.

L’intera area è stata sequestrata per consentire gli accertamenti tecnici utili a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sono un possibile cedimento strutturale oppure un errore durante le operazioni di montaggio. Il proprietario dello stabilimento risulta attualmente indagato e sono in corso verifiche anche sulle condizioni di sicurezza.

Il “Fiore Nero” del destino: la poesia per Mamadou

Per impedire che il nome di El Hadji Mamadou Diallo diventi solo un numero in una statistica, Yuleisy Cruz Lezcano ha voluto dedicare una poesia “per provare a colmare, almeno con le parole, il vuoto lasciato da una morte che rischia di diventare soltanto cronaca. Nasce per attraversare la distanza tra il luogo da cui quel ragazzo era partito e il cemento che lo ha fermato qui, lontano dalla sua terra, dalla sua lingua, dagli odori della pioggia della sua infanzia. Resta il dovere di ricordare che non è morto “un operaio”, ma un essere umano con una storia, con paure, desideri, lune guardate in silenzio e giorni ancora da vivere”.

di Yuleisy Cruz Lezcano

Forse, prima di morire, ha pensato di essere assolutamente solo, come un chiodo dimenticato nel legno del mondo, mentre il mare di Paola voltava il volto altrove.

Forse aveva paura che nessuno avrebbe guardato la paura dentro i suoi occhi, quella piccola fiamma animale che trema perfino davanti al sole.

E poi forse aveva ragione. Mentre le sue labbra chiedevano un po’ di vita, nessuno c’era, nessuno abbastanza vicino da raccogliere il suono spezzato del suo respiro.

O almeno nessuno che potesse notare che dietro la smorfia nera della morte c’era un nome, una tasca piena di silenzi, la tristezza cucita nelle sue mani, e le scarpe indossate per camminare sul sottile volume di essere umano.

Ha respirato sulla coscienza della morte, pensando a tutte le lune alle quali non avrebbe potuto ululare, agli odori di pioggia che non avrebbe potuto più sentire, mentre il cielo chiudeva lentamente la sua porta di ruggine e sale.

E mentre seguiva gli ultimi oscillanti di luci prima di venire schiacciato, forse il mondo intero era soltanto una doccia di cemento che cadeva lentamente sopra il fragile fiore nero del suo destino.

Tragedia di paola Lido muore 23enne

Morti sul lavoro “Bilancio insostenibile in Calabria”

La tragedia di Paola non è un caso isolato. Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria, ha lanciato un grido d’allarme dopo la scia di sangue che ha visto tre morti sul lavoro in poche ore nella regione (Anoia Superiore, Francavilla Angitola e Paola). “Un triste bilancio che è umanamente e socialmente insostenibile” – dichiara Senese – “Non possiamo parlare di lavoro dignitoso in una regione dove si continua a morire per precarietà, assenza di controlli e filiere degli appalti che diventano catene di responsabilità spezzate.”

La Uil chiede con forza al Governatore Roberto Occhiuto di riaprire il tavolo tecnico regionale sulla sicurezza, trasformandolo in un laboratorio di legalità con obiettivi misurabili e risorse reali. Anche il sindaco di Paola, Roberto Perrotta, ha espresso profondo cordoglio: “Una tragedia che addolora l’intera comunità. Serve rispetto per il dramma umano e massima chiarezza dalle autorità”.

La Cisl calabrese “esprime il suo cordoglio alle famiglie, chiedendo che possa essere fatta piena luce sull’accaduto e accertate le responsabilità. Di fronte a queste tragedie – dichiara il segretario generale, Giuseppe Lavia – è evidente come le crepe dell’attuale sistema di prevenzione e di controlli siano enormi. Dinnanzi a questa autentica vergogna nazionale, serve una svolta radicale, che passa dal potenziamento immediato del numero di ispettori, da un più forte coordinamento degli Enti proposti, da un rafforzamento della prevenzione e da un innalzamento della qualità della formazione. Adesso è il momento del dolore, ma è anche il tempo di intervenire concretamente a tutti i livelli.

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