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Papa Leone ai sindaci: «gioco d’azzardo e solitudine sono le piaghe delle nostre città»

Italia

Papa Leone ai sindaci: «gioco d’azzardo e solitudine sono le piaghe delle nostre città»

In udienza con l’Anci, il Pontefice richiama gli amministratori alla responsabilità sociale: “Le scommesse rovinano molte famiglie, serve più coesione e speranza”

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Papa Leone incontro Sindaci 02

ROMA – Papa Leone ha ricevuto in udienza i sindaci dell’Anci, ed il suo intervento ha posto al centro il ruolo della politica come servizio e responsabilità verso le persone più fragili. Il Pontefice si è soffermato sul gioco d’azzardo, le solitudini e le nuove forme di emarginazione sociale definendole tra le principali piaghe che attraversano oggi le città italiane.

Papa Leone ai sindaci «non perdete il coraggio della visione»

“Le nostre città conoscono purtroppo forme di emarginazione, violenza e solitudine che chiedono di essere affrontate”, ha affermato il Pontefice, soffermandosi in particolare sul fenomeno del gioco d’azzardo. “Vorrei richiamare l’attenzione, in particolare, sulla piaga del gioco d’azzardo, che rovina molte famiglie. Le statistiche ne registrano in Italia un forte aumento negli ultimi anni”, ha detto, citando il rapporto di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale. Secondo Papa Leone, si tratta di “un grave problema educativo, di salute mentale e di fiducia sociale”.

Oltre all’azzardo, il Papa ha richiamato anche altre forme di disagio spesso invisibili, “altre forme di solitudine di cui soffrono molte persone: disturbi psichici, depressioni, povertà culturale e spirituale, abbandono sociale”. Segnali, ha aggiunto, che mostrano “quanto ci sia bisogno di speranza” e che chiamano la politica a “tessere relazioni autenticamente umane tra i cittadini promuovendo la pace sociale”.

Papa Leone incontro Sindaci 01

Umiltà, onestà e condivisione

Nel suo intervento, Papa Leone ha ribadito che “l’aspetto più autentico di ogni potere è anzitutto responsabilità e servizio” e ha indicato le virtù necessarie a chi amministra la cosa pubblica. “Occorre incarnare le virtù dell’umiltà, dell’onestà e della condivisione”, ha spiegato, sottolineando l’importanza dell’ascolto e dell’attenzione alle necessità delle famiglie, “avendo cura specialmente dei più fragili, per il bene di tutti”.

Il Pontefice ha poi richiamato le grandi sfide che i sindaci si trovano ad affrontare quotidianamente: “La crisi demografica e le fatiche delle famiglie e dei giovani, la solitudine degli anziani e il grido silenzioso dei poveri, l’inquinamento dell’ambiente e i conflitti sociali”. Realtà che, ha osservato, ricordano come “le nostre città non sono luoghi anonimi, ma volti e storie da custodire come tesori preziosi”.

A sostegno del suo messaggio, Papa Leone ha citato due figure simboliche: Giorgio La Pira, che rivendicava come dovere fondamentale del sindaco quello di intervenire per chi soffre, e don Primo Mazzolari, secondo cui il Paese non ha bisogno solo di infrastrutture, ma anche “di una maniera di sentire, di vivere, una maniera di guardarsi, una maniera di affratellarsi”. In ultimo, l’invito agli amministratori locali a non perdere il coraggio della visione: “L’attività amministrativa trova così la sua piena realizzazione, perché fa crescere i talenti delle persone, dando spessore culturale e spirituale alle città. Abbiate dunque il coraggio di offrire speranza alla gente, progettando insieme il miglior futuro per le vostre terre, nella logica di un’integrale promozione umana”.

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