Area Urbana
Il futuro del Parco Acquatico di Rende: Il Comune proroga al 19 febbraio la consultazione di mercato
Il Comune di Rende cerca soluzioni per il rilancio del parco sportivo e ricreativo Santa Chiara. Dopo due gare andate deserte, avviata una consultazione preliminare per definire il nuovo modello di gestione

RENDE – Una nuova strategia per ridare vita al Parco acquatico di Rende, uno dei fiori all’occhiello del patrimonio cittadino, dissequestrato e tornato nella disponibilità dell’amministrazione comunale, dopo il tragico incidente della scorsa estate dove mori annegata la piccola Simona Vanessa di soli 8 anni. Il Comune di Rende ha prorogato al 19 febbraio i termini per l’avviso di consultazione preliminare di mercato per la gestione del Parco Santa Chiara. L’obiettivo è raccogliere proposte, idee e suggerimenti da operatori qualificati per definire le basi della futura gara ad evidenza pubblica.
Parco Acquatico di Rende in cerca di gestore
Il Parco Santa Chiara non è solo una struttura acquatica, ma un centro polifunzionale di vaste dimensioni. Al suo interno ospita aree relax e sport con palestra, piscina coperta e un campo polivalente per calcetto, basket e tennis, Un auditorium, un anfiteatro, un’area giochi protetta per bambini e una struttura “tecnotown“. In più è presente una zona di ristorazione e natura: un bar-hall, un ristorante, ampie aree verdi e un suggestivo lago composto da un bacino navigabile e uno balneabile con spiaggia.
Perché una consultazione di mercato preliminare?
La scelta di procedere con una consultazione nasce dalla necessità di superare lo stallo delle precedenti procedure. In passato, infatti, l’Amministrazione aveva già esperito due bandi di gara, entrambi dichiarati deserti per mancanza di offerte. La Prima gara prevedeva la riqualificazione e gestione per 20 anni con un investimento di circa 2 milioni di euro. La Seconda era focalizzata sulla sola gestione per 20 anni con un investimento iniziale di 570.000 euro.

Si pensa ad una gestione di 30 anni
Oggi il Comune punta a una gestione unitaria della durata massima di 30 anni. La nuova concessione includerà la manutenzione ordinaria e straordinaria, la sorveglianza e la messa a regime degli impianti. Una novità rilevante riguarda il canone di concessione: secondo l’atto di indirizzo questo sarà parametrato al fatturato annuo generato dal gestore. L’invito è rivolto a una platea vasta: operatori economici, associazioni, enti di ricerca e portatori di interessi collettivi.
I soggetti interessati dovranno presentare una relazione descrittiva del modello tecnico-gestionale proposto. Le manifestazioni di interesse devono pervenire in busta sigillata al protocollo comunale (Piazza San Carlo Borromeo n. 1) entro e non oltre le ore 12:00 del 19 febbraio 2026. L’Amministrazione si riserva di organizzare un incontro pubblico al termine della consultazione per condividere gli esiti raccolti. “L’indagine ha lo scopo di esplorare le possibilità offerte dal mercato per garantire efficienza, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio pubblico”.



















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