Area Urbana
PD, Antonio Ciacco chiede il trasferimento al circolo di Rende: “Divergenze insanabili con Cosenza”
Antonio Ciacco lascia il circolo di Cosenza e chiede il trasferimento a Rende: “Linea politica non più condivisibile”

COSENZA – Antonio Ciacco, iscritto al Partito Democratico presso il circolo “Marika Zuccarelli” di Cosenza, ha formalizzato la richiesta di trasferimento al circolo PD di Rende, motivandola con una “grave e insanabile divergenza” rispetto alla linea politica espressa dal gruppo dirigente cittadino.
Nella comunicazione inviata ai vertici locali e regionali del partito, Ciacco evidenzia come, negli ultimi mesi, il circolo PD di Cosenza abbia assunto una posizione di marcato antagonismo nei confronti dell’attuale amministrazione comunale. Una linea che, secondo il dirigente, risulterebbe in contraddizione con il ruolo istituzionale ricoperto dal Partito Democratico all’interno del governo cittadino, dove esprime figure di primo piano come il presidente del Consiglio comunale, il vicesindaco e un assessore.
Particolarmente critica la valutazione sul linguaggio e sulle modalità comunicative adottate dal gruppo dirigente cosentino, ritenute “contigue” alle posizioni del centrodestra locale, sia nei contenuti sia nei toni utilizzati in comunicati, interviste e interventi sui social.
Ciacco rivendica invece piena adesione all’azione del governo municipale di Cosenza, che descrive come coerente con i valori del riformismo democratico e capace di esprimere un’azione amministrativa di grande rilievo, sottolineando al contempo il rifiuto di ogni forma di trasformismo politico o di collaborazione opportunistica con il centrodestra.
Alla base della richiesta di trasferimento vi sarebbe dunque una condizione definita di “incompatibilità ambientale”, tale da rendere impossibile, a suo giudizio, una militanza politica efficace e coerente all’interno del circolo cittadino, non risolvibile attraverso il normale confronto interno.
Da qui la scelta di chiedere l’iscrizione al circolo PD di Rende, individuato come territorialmente più vicino al comune di residenza, ma anche come contesto più idoneo a proseguire il proprio impegno politico.
Nella nota, Ciacco sottolinea infine come criteri meramente burocratici, legati alla residenza, non possano limitare la libertà degli iscritti di esercitare pienamente e coerentemente la propria militanza all’interno del partito. La richiesta è ora all’esame degli organismi competenti del Partito Democratico.



















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