Area Urbana
L'INTERVISTA
PD Cosenza, Branchicella: “evitare il commissariamento è ancora possibile”
Branchicella analizza la crisi del PD Cosenza, respinge l’ipotesi di commissariamento e rilancia il confronto in vista delle elezioni comunali e politiche

COSENZA – Il PD cosentino continua a fare i conti con le proprie divisioni interne. I dirigenti non sono ancora riusciti a trovare un punto d’incontro, una sintesi politica capace di mettere fine ad una contrapposizione che, negli ultimi anni, è costata una emorragia di consensi. Una faida ormai incancrenita, che ha finito per indebolire il partito sia sul piano elettorale sia su quello della credibilità. L’ultima assemblea provinciale, nel corso della quale sono state formalizzate le dimissioni del segretario provinciale, avrebbero dovuto rappresentare un punto di svolta. Anche la presenza di uno dei più stretti collaboratori della segretaria nazionale Elly Schlein avrebbe dovuto indurre i dirigenti locali ad andare verso questa direzione.
Anche perchè nel giro di pochi mesi, il PD sarà chiamato ad affrontare due appuntamenti elettorali decisivi. Da un lato le elezioni politiche, dall’altro la sfida per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Cosenza, dove il PD resta la principale forza della maggioranza a Palazzo dei Bruzi, ma continua a mostrarsi diviso anche sul piano amministrativo. Noi di Quicosenza ne abbiamo parlato con la presidente provinciale Francesca Branchicella.
1)Durante l’ultima assemblea provinciale del PD, l’invito alla riflessione lanciato da Igor Taruffi è suonato quasi come un “ultimo avviso” prima di un eventuale commissariamento. A distanza di tempo, però, la situazione appare del tutto bloccata. È solo una sensazione o siamo davvero a un binario morto?
La presenza del responsabile nazionale dell’organizzazione e del segretario regionale Irto all’ultima assemblea costituisce certamente il segnale più evidente della rilevanza politica della segreteria di Cosenza. Ritengo che l’invito di Taruffi non sia rimasto inascoltato: sono infatti intervenute interlocuzioni e occasioni di confronto volte a superare l’attuale fase di stallo. Per pervenire a una soluzione condivisa, considero imprescindibile l’ascolto dei territori e, dunque, la valorizzazione del ruolo dei delegati.
L’assemblea, quale organo deputato al voto, è di fatto un piccolo parlamento: ciascun componente non rappresenta sé stesso, ma i circoli e, attraverso essi, le comunità territoriali. La soluzione non è semplice, poiché all’interno del partito convivono sensibilità differenti. Tuttavia, nutro fiducia nella capacità del Partito Democratico, quale grande forza politica, di individuare una sintesi alta e responsabile. È necessario superare ogni logica di ambizione personale e costruire un autentico lavoro di squadra.

PD Cosenza, Branchicella: “basta scontri interni, serve una sintesi”
2) Crede che si riuscirà a trovare una sintesi o il commissariamento è ormai inevitabile?
Spero vivamente che non si giunga al commissariamento, non perché lo ritenga in sé uno strumento inadeguato, ma perché lo considero una soluzione meramente dilatoria. Il rischio sarebbe quello di rinviare una decisione politica che oggi, pur nella sua complessità, può ancora essere affrontata attraverso il confronto, la responsabilità e la capacità di mediazione delle diverse componenti del partito. Un commissariamento finirebbe invece per sospendere questo processo, senza sciogliere realmente i nodi politici esistenti, che potrebbero ripresentarsi in futuro in una forma ancora più difficile da governare.
3) Quanto potrebbe pesare, questo clima di perenne scontro interno in termini di credibilità agli occhi dell’elettorato? E soprattutto: cosa comporterebbe per il PD cosentino finire, per l’ennesima volta, sotto la gestione di un commissario?
Il partito ha certamente bisogno di unità, ma un’unità autentica non può essere costruita attraverso la rimozione del confronto. Al contrario, essa deve nascere dalla capacità di ascoltare, riconoscere e ricondurre a sintesi culture politiche e sensibilità diverse, che rappresentano una ricchezza per il Partito Democratico. Ritengo, però, che il confronto, per essere generativo e non distruttivo, debba tradursi in una rappresentazione concreta del pluralismo democratico e non in una contrapposizione fine a sé stessa. Quando a confrontarsi sono le idee, il dibattito può produrre proposte più solide e condivise; quando invece lo scontro assume la forma della lotta sterile, non rafforza il partito, ma alimenta divisioni, indebolisce la credibilità collettiva e allontana l’attenzione dai bisogni reali delle comunità.
Per rispondere alla sua domanda, ritengo dunque che il commissariamento non rappresenti una strada praticabile per Cosenza, perché rischierebbe di interrompere un percorso politico che deve invece essere assunto fino in fondo dagli organismi democraticamente costituiti. Al contrario, è necessario avviare con decisione quel processo di innovazione delineato all’indomani del congresso e purtroppo non ancora pienamente decollato, anche a causa di una serie di inattesi appuntamenti elettorali che non hanno consentito al segretario dimissionario di dedicarsi alla politica nel suo significato più alto: individuare strumenti, proposte e soluzioni per rispondere ai problemi dei cittadini di Cosenza e della provincia. Proprio per questo, il partito deve recuperare una piena capacità di iniziativa politica, superando l’attesa e rimettendo al centro contenuti, territori e partecipazione.

4) Sullo sfondo di queste tensioni ci sono appuntamenti decisivi, a partire dalle prossime amministrative a Cosenza, dove il PD rappresenta la forza di maggioranza relativa. A quasi quattro anni dall’insediamento del sindaco Franz Caruso, che bilancio sente di tracciare del suo operato?
È evidente che l’assenza di una guida politica stabile produce effetti significativi, soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Senza una direzione riconosciuta, diventa più difficile definire priorità, costruire alleanze, coordinare il lavoro dei circoli e offrire agli elettori un progetto chiaro e credibile. Per questo la questione organizzativa non può essere considerata un tema interno o secondario, ma riguarda direttamente la capacità del Partito Democratico di svolgere fino in fondo la propria funzione politica. Non spetta a me esprimere valutazioni sull’operato dell’attuale Sindaco di Cosenza. Ritengo, piuttosto, che il compito dei partiti sia quello di dare voce agli elettori e alle istanze delle comunità rappresentate.
5) Le operazioni seppur in via informale per le prossime elezioni amministrative sarebbero già partite. Lo schieramento più attivo è il centrosinistra, dove fino ad oggi a dire il vero si è distinto più per le fibrillazioni interne che per altro. Fibrillazioni che hanno coinvolto anche il Partito Democratico. Pensa che si potrà ricucire questo strappo interno, ovviamente al PD?
In vista delle prossime elezioni amministrative, il Partito Democratico, in coerenza con quanto sta avvenendo anche sul piano nazionale, sarà parte di una coalizione con le forze del centrosinistra. È necessario avviare al più presto un tavolo di lavoro nel quale discutere innanzitutto di un programma per la città, perché una coalizione solida non può nascere soltanto dalla convergenza sui nomi, ma deve fondarsi su una visione condivisa dello sviluppo urbano, dei servizi, della partecipazione democratica e della qualità della vita dei cittadini.
6) Alla luce di questo scenario, la ricandidatura di Franz Caruso è un punto fermo anche per il Partito Democratico o il tavolo delle alleanze è ancora del tutto aperto?
La scelta del candidato sindaco, sia esso Caruso o altra figura, dovrà essere il risultato di un percorso collegiale, capace di valorizzare il contributo di tutte le forze politiche e sociali coinvolte. II Partito Democratico offrirà il proprio contributo attraverso idee e progetti, perché è necessario affidare al futuro candidato sindaco una visione politica e programmatica, e non procedere in senso inverso: prima il progetto per la città, poi l’individuazione della figura più adeguata a rappresentarlo.
















Social