Calabria
Insidie Marine
Pesci velenosi e meduse pericolose: la guida per riconoscere i rischi nascosti nei nostri mari
Dal pesce palla maculato al pesce scorpione, fino alle meduse più urticanti del Mediterraneo: il Circolo per l’Ambiente IBIS ODV realizza due schede informative per aiutare bagnanti, pescatori e operatori del mare

COSENZA – Il mare italiano ospita sempre più spesso specie marine potenzialmente pericolose, alcune delle quali arrivate negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici e dell’aumento della temperatura delle acque.
Per questo il Circolo per l’Ambiente IBIS ODV di Crotone ha realizzato due nuove schede informative dedicate ai pesci alieni invasivi e alle meduse pericolose presenti nel Mediterraneo, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza di operatori del mare, diportisti, pescatori, subacquei, stabilimenti balneari e semplici bagnanti.
Le locandine, realizzate con un linguaggio semplice ma basato su informazioni scientifiche, spiegano come riconoscere le specie, quali sono i rischi legati al contatto e quali comportamenti adottare in caso di puntura o avvelenamento.
All’interno delle schede sono inoltre indicati i riferimenti dei principali Centri Antiveleni italiani.

I quattro pesci alieni più temuti nel Mediterraneo
Tra le specie analizzate figurano alcuni dei principali pesci alieni invasivi ormai stabilmente presenti nei nostri mari:
Pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus): contiene la tetrodotossina, una delle tossine naturali più potenti e potenzialmente letali se il pesce viene consumato.
Pesce scorpione (Pterois miles): possiede spine velenose capaci di provocare dolore intenso, gonfiore e importanti reazioni infiammatorie.
Pesce coniglio scuro (Siganus luridus) e pesce coniglio striato (Siganus rivulatus): dotati anch’essi di spine velenose che possono causare ferite dolorose e reazioni locali.
Le meduse più pericolose del Mediterraneo
Una seconda scheda è dedicata invece alle meduse e agli organismi marini urticanti che possono rappresentare un rischio per chi frequenta il mare.

Tra le specie segnalate:
Pelagia noctiluca, responsabile della maggior parte delle punture registrate lungo le coste italiane;
Carukia barnesi, recentemente segnalata anche nel Mediterraneo;
Caravella portoghese (Physalia physalis), che pur non essendo una vera medusa è un organismo altamente urticante. I suoi tentacoli possono provocare forti reazioni dolorose e, nei casi più gravi, complicanze che richiedono un intervento medico immediato.
Cambiamenti climatici e nuove specie nei nostri mari
L’arrivo e la diffusione di molte di queste specie sono collegati ai cambiamenti climatici, al riscaldamento delle acque marine e al progressivo ingresso di specie tropicali nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez.
Una trasformazione che rende sempre più importante la corretta informazione di chi vive il mare e delle comunità costiere.

IBIS: “La prevenzione è il più efficace strumento di sicurezza”
«La prevenzione è il più efficace strumento di sicurezza – dichiara il presidente del Circolo per l’Ambiente IBIS, Girolamo Parretta –. Con queste schede abbiamo voluto mettere a disposizione uno strumento pratico, facilmente consultabile e scientificamente corretto, affinché chiunque possa riconoscere queste specie ed evitare comportamenti rischiosi».
«Conoscere significa proteggere sé stessi e contribuire anche al monitoraggio della diffusione di questi organismi nei nostri mari», aggiunge Parretta.
L’appello ai cittadini e agli operatori del mare
Il Circolo IBIS invita Comuni costieri, associazioni, circoli nautici, cooperative di pescatori, diving center, stabilimenti balneari, operatori turistici e cittadini a conservare, stampare e diffondere le schede informative.
Una maggiore conoscenza rappresenta infatti uno strumento fondamentale per:
tutelare la salute pubblica;
aumentare la sicurezza in mare;
favorire la raccolta di segnalazioni utili alla comunità scientifica;
monitorare la diffusione delle specie aliene e degli organismi marini potenzialmente pericolosi.
Specie aliene nei nostri mari
Questo opuscolo nasce per guidare operatori e appassionati del mare nel riconoscimento delle nuove specie avvistabili o pescabili nei nostri mari, con particolare attenzione a quelle pericolose per la salute in quanto tossiche per il consumo, urticanti o velenose al contatto.
COSA PUOI FARE IN CASO DI AVVISTAMENTO O CATTURA
- Fare una foto o video dell’esemplare;
- Annotare la località (se possibile le coordinate geografiche);
- Prendere nota delle caratteristiche dell’ambiente e qualsiasi altra osservazione venga ritenuta utile (tipologia di fondale, profondità, presenza di altri organismi, presenza di anomalie, segni di inquinamento o altro). Ove possibile congelare l’esemplare;
- Informare l’ISPRA alla mail: alien@isprambiente.it


















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