Italia
Stop al “pezzotto”? I numeri della pirateria e il business che costa miliardi all’Italia
I dati Fapav-Ipsos mostrano un lieve calo nell’uso di IPTV illegali in Italia, ma il fenomeno resta diffuso con oltre 3 milioni di abbonati attivi. La pirateria audiovisiva continua a generare un impatto economico stimato in miliardi di euro

ROMA – Quest’anno il 22% della popolazione adulta ha fruito almeno una volta di Iptv illecite, il cosiddetto ‘pezzotto‘, in calo se si guarda al biennio (quando era un 23%). Gli abbonati attivi risultano il 6% della popolazione con più di 15 anni, corrispondente a oltre 3 milioni di italiani. Anche per la quota di abbonati si registra un limitato ma positivo calo per la prima volta dal 2023 (in cui era un 7%), “che se dovesse confermarsi anche nei prossimi anni andrebbe a ulteriore conferma dell’efficacia delle strategie di contrasto messa in atto”. Sono i dati che emergono dalla ricerca Fapav-Ipsos presentata in occasione degli Stati generali della lotta alla pirateria.
Le motivazioni principali per l’abbonamento alle Iptv includono soprattutto elementi di offerta e costi, come la presenza di specifici film (26%) e i costi inferiori rispetto alle offerte legali (23%).
Il 72% dei fruitori di Iptv illecite “rimane cosciente che tale pratica crei danni all’economia o alla società, mentre più della metà è consapevole che si tratti di un reato (54%)”, spiega il rapporto.

“Pezzotto”: dani al paese dal oltre 2 miliardi
Nel 2025 il danno potenziale al Sistema Paese della pirateria – film, serie/fiction e sport live – è stimato in circa 2,3 miliardi di euro in termini di fatturato. L’impatto include una perdita di Pil di 902 milioni, mancate entrate fiscali per 408 milioni e circa 11.100 posti di lavoro persi o mancate opportunità occupazionali. Sono i dati della ricerca Fapav/Ispos presentata agli Stati generali della lotta alla pirateria a Roma. La pirateria di contenuti audiovisivi si attesta al 37% della popolazione italiana, -4% su anno, “una tendenza alla diminuzione, particolarmente marcata tra i giovanissimi”.
A due anni dall’entrata in vigore, il 71% degli adulti italiani conosce la nuova legge antipirateria, dato stabile rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda il Piracy Shield, lo strumento atto a contrastare le trasmissioni non autorizzate di contenuti, il 70% del totale adulti lo considera efficace, percentuale che sale 77% tra i pirati di sport live. Sono i dati che emergono dalla ricerca Fapav/Ipsos presentata agli Stati generali della lotta alla pirateria.

Pirateria: “Si registra una maggiore consapevolezza”
“I blocchi legati al Piracy Shield sono aumentati di oltre un terzo in un solo anno arrivando a superare oggi quota 100.000 siti oscurati – si legge nel rapporto -. Tra il 19% di pirati che ritiene poco efficaci la legge antipirateria e il Piracy Shield, rispetto al passato è in calo la convinzione che si troverà il modo di aggirare i blocchi, segnale che eludere le protezioni sta diventando più difficile”.
Per il 31% dei pirati che riconosce una forte efficacia delle misure, il 41% ha avuto esperienza dei blocchi o ne ha sentito parlare da persone fidate. Tra i pirati adolescenti, sebbene la consapevolezza dell’illiceità della pirateria sia inferiore ed in calo rispetto agli adulti (71%), si registra una maggiore consapevolezza rispetto alla controparte adulta del rischio di incorrere in sanzioni, con il 60% che ritiene probabile essere scoperto e punito.
“Questa accresciuta consapevolezza appare figlia anche delle azioni e comunicazioni che istituzioni, forze dell’ordine, media e attori dell’industria audiovisiva hanno messo in campo negli ultimi anni”.
Nell’ultimo anno, il 36% dei pirati adulti si è imbattuto in siti oscurati dal Piracy Shield; di questi, il 43% ha deciso di abbandonare la fruizione illegale e rivolgersi ad alternative legali a pagamento, anche se questa conversione risulta in calo rispetto al 47% registrato nel 2024. Una minoranza più determinata (il 10%) ricorre a strumenti come Vpn o cambio Dns per aggirare i blocchi, “percentuale che suggerisce l’esistenza di un nucleo di utenti tecnicamente più esperti e meno disposti ad abbandonare le pratiche illecite”.
Infine, la consapevolezza della natura illegale della pirateria rimane elevata ma non si traduce in un timore concreto di sanzioni: mentre la grande maggioranza dei pirati adulti è consapevole che piratare costituisca un reato (78%), poco più della metà ritiene effettivamente probabile essere scoperto e punito dalle autorità competenti (53%), timore in diminuzione rispetto allo scorso anno (era al 56%)



















Social