Calabria
PNNR3, esplode il caso sugli screenshot: accuse di copiature e silenzio del Ministero. La rabbia degli idonei
Circolano immagini di candidati sorpresi a copiare durante la prova del PNNR3. Insorgono gli idonei del PNRR1: “Abbiamo rispettato le regole, chi difende il merito?”

COSENZA – “Nelle ultime ore stanno circolando una serie di screenshot che sembrano mostrare alcuni partecipanti al concorso PNNR3 mentre consultano apertamente il cellulare durante la prova. Immagini che, vere o presunte, hanno comunque fatto esplodere un dibattito infuocato nei gruppi dedicati ai concorsi scuola, sollevando interrogativi pesanti sulla gestione delle selezioni e sui controlli nelle aule”.
A segnalarlo sono gli Idonei al concorso 2023 e il gruppo Precari scuola idonei Pnnr1 che raccontano di “scene sconcertanti” sottolineando “il livello di degrado raggiunto da un sistema che continua a proclamarsi “del merito” mentre permette — o non riesce a prevenire — comportamenti incompatibili con qualsiasi principio di equità. Per molti candidati e docenti, è l’ennesimo colpo alla credibilità dei concorsi pubblici”.
PNNR3e il silenzio del Ministero
“A rendere ancora più incandescente la situazione è il silenzio del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che al momento — riferiscono i gruppi e le associazioni dei docenti — non avrebbe rilasciato comunicazioni ufficiali, chiarimenti o richiami. Nessuna presa di posizione, nessuna rassicurazione. Niente. E proprio questo silenzio rischia di aggravare ulteriormente la frattura con migliaia di professionisti che in questi anni hanno creduto nelle procedure selettive come strumento di crescita e stabilizzazione”.
Tra le voci più amareggiate ci sono gli idonei del PNRR1, abilitati e risultati idonei al precedente concorso 2023 nel doppio canale Bucalo, molti dei quali oggi si ritrovano esclusi dalle cattedre pur avendo superato regolarmente prove, investito tempo, denaro e sacrifici.
“Abbiamo seguito le regole – denunciano – creduto nello Stato e nel valore della selezione pubblica. Ora assistiamo a prove segnate da episodi che gridano vendetta”.
La rabbia nasce da un sentimento diffuso: mentre chi ha rispettato tutte le norme resta in attesa di giustizia e prospettive, le nuove procedure sembrano minate da episodi che, qualora confermati, scardinerebbero il principio stesso di merito. E a questo, si aggiunge la percezione di una gestione incapace di prevenire, controllare e intervenire con tempestività. “È un’umiliazione”, commentano in molti. “Il Ministero dovrebbe garantire equità e trasparenza, invece continua a voltarsi dall’altra parte. Chi sta davvero difendendo la scuola pubblica? Chi sta difendendo il merito?”.
Le domande restano sospese. E mentre gli screenshot continuano a circolare si chiede chiarezza immediata, controlli rigorosi e un segnale forte che possa restituire fiducia a chi, in questi anni, ha dato tutto per insegnare. Perché — sottolineano gli idonei PNRR1 — “chi ha rispettato le regole merita risposte. E le merita adesso”.



















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