Italia
Pochi fedeli a messa? Sacerdote lancia la proposta del ‘chiesa-bus’

NAPOLI – Nei giorni scorsi sono emersi alcuni dati Istat, rielaborati dal portale di informazione religiosa “Settimana News” che fanno registrare un calo della partecipazione dei fedeli alle Sante messe. Secondo tali dati, solo il 18,8% della popolazione partecipa a un rito religioso almeno una volta la settimana. Risultano molto più numerosi, il 31%, quelli che in tutti i 12 mesi dell’anno non sono mai entrati in un luogo di culto, se non per un evento particolare, come un matrimonio o un funerale.
E da questi numeri impietosi arriva la proposta di padre Antonio Rungi, teologo passionista, delegato arcivescovile per la vita consacrata della diocesi di Gaeta e per anni impegnato nella diocesi di Sessa Aurunca, nel Casertano.
“Il calo di partecipazione alla messa da parte di giovani e meno giovani, oltre ai noti fattori, come la pandemia, dice il sacerdote, certamente è dovuto anche al fatto che molte persone non possono recarsi in chiesa, perché abitano lontano dai luoghi di culto, molto spesso in campagna, senza mezzi di trasporto personali o familiari”. “Non sempre – spiega – trovano la disponibilità da parte dei familiari ad accompagnarli alle celebrazioni del mattino, di mezzogiorno o alla sera, per cui molti rinunciano e trovano una soluzione seguendo la messa in tv”.
Il bus per la messa
Secondo padre Antonio per venire incontro alle necessità di tante persone che vorrebbero venire in chiesa e non possono si potrebbe attivare un servizio bus o navetta per la messa domenicale e festiva a cura delle stesse parrocchie e, visto che si tratta di un servizio sociale, anche, eventualmente, a carico degli Enti competenti.
“Si tratta – sottolinea – di approntare un progetto di mobilità per gli anziani e per quanti sono sprovvisti di mezzi di trasporto. Una navetta di collegamento tra periferia e chiesa parrocchiale, visto che tanti si giustificano che non possono venire a messa perché non hanno nessuno che li accompagni”.
Sarebbe, osserva il religioso, “un servizio di carità e di attenzione verso chi effettivamente si trova in queste necessità e che si potrebbe chiamare ‘Bus Messa Parrocchiale‘. Speriamo che le parrocchie che hanno possibilità possano assicurare questo servizio, dopo attenta indagine e valutazione delle effettive esigenze dei fedeli anziani, diversamente abili o lontani dai centri abitati”. Una proposta che padre Rungi ritiene valida anche per “collegare i grandi centri con i santuari più o meno distanti e non serviti dai mezzi pubblici”.


















Social