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Polizia Penitenziaria, 60 nuovi agenti in Calabria: Consipe attacca il DAP «fallimento strategico»

Calabria

Polizia Penitenziaria, 60 nuovi agenti in Calabria: Consipe attacca il DAP «fallimento strategico»

Il sindacato denuncia una “distribuzione a pioggia” delle assegnazioni del 186° Corso: “Zero visione e nessuna programmazione per gli istituti in emergenza”

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carcere - consipe - giuseppe marino

COSENZA – Il sindacato Consipe interviene a seguito dell’assegnazione da parte del DAP – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – di 60 unità di Polizia Penitenziaria per la Calabria, nell’ambito delle assegnazioni del 186° Corso per la nomina ad Agenti Assistenti. Si tratta di 58 uomini e 2 donne che saranno distribuiti negli istituti penitenziari della regione secondo il piano del DAP relativo al “Primo scaglione” del 23 aprile 2026. Il Delegato Nazionale del sindacato Consipe, Giuseppe Marino, definisce il provvedimento “una distribuzione a pioggia che certifica il fallimento strategico dell’Amministrazione”.

Consipe sulla ripartizione dei nuovi agenti in Calabria

Secondo il piano ufficiale del DAP, le 60 unità saranno così distribuite:

– Casa Circondariale di Castrovillari: zero unità
– Casa Circondariale “Catanzaro N.C. Siano”: 16
– Casa Circondariale di Cosenza: 3
– Casa Circondariale di Crotone: zero unità
– Casa di Reclusione di Laureana di Borrello: 2
– Casa Circondariale di Locri: 2
– Casa Circondariale di Palmi: 7
– Casa Circondariale di Paola: 5
– Casa Circondariale di Reggio Calabria: 12
– Casa di Reclusione “Rossano Nuovo Complesso”: 10
– Casa Circondariale “Vibo Valentia Nuovo Complesso”: 3

“Distribuire poche unità non risolve l’emergenza”

Durissimo il commento del Consipe sulla scelta del Dipartimento. “Spalmare 60 unità su 11 istituti, lasciando 2 a zero, è operativamente irrilevante” – attacca Giuseppe Marino. “Castrovillari e Crotone ricevono zero. Laureana, Locri, Cosenza e Vibo ricevono 2 o 3 unità. Un singolo agente non modifica l’architettura dei turni, non copre i posti di servizio scoperti. Verrà assorbito dal fisiologico assenteismo”. Secondo il sindacato, la distribuzione non sarebbe in grado di incidere concretamente sulle criticità strutturali degli istituti penitenziari calabresi.

polizia penitenziaria mezzo consipe

L’allarme su Palmi e i pensionamenti

Nel mirino del Consipe anche la mancata programmazione rispetto ai pensionamenti previsti nei prossimi mesi: “il DAP – spiega Marino – continua a non tenere conto di quante unità andranno in quiescenza nei prossimi mesi. Assegnare 7 unità a Palmi, istituto già al collasso per sovraffollamento e carichi di lavoro, senza calcolare i pensionamenti imminenti significa condannare alla paralisi. È un incremento solo sulla carta”.

“Crotone e Castrovillari escluse: così si prepara il disastro”

Particolarmente critica, per il sindacato, la decisione di non assegnare alcuna unità agli istituti di Castrovillari e Crotone: “sono parzialmente chiusi per ristrutturazione, ma anche lì – prosegue Marino – diverse unità andranno in pensione proprio mentre i lavori verranno completati. Quando riapriranno le sezioni si troveranno con gravissime carenze di personale. Assegnare zero oggi vuol dire programmare il disastro di domani”.

polizia penitenziaria carceri consipe

Il Consipe richiama anche l’Accordo nazionale del 18 dicembre 2024, sostenendo però che la ripartizione delle nuove unità risponderebbe più a logiche politiche che operative. “La vera strategia impone scelte drastiche: le risorse andavano concentrate su Catanzaro, Reggio Calabria, Rossano e Palmi, poli al collasso. Invece si danno 3 unità a Cosenza e 2 a Laureana. Distribuire briciole a tutti significa rassegnarsi a mantenere l’intero sistema in emergenza perenne”.

“Questa distribuzione non è una soluzione, è una manovra cosmetica che scarica le inefficienze del sistema centrale sulle spalle di chi opera nelle sezioni. Continueremo a esigere – conclude Giuseppe Marino – interventi strutturali misurabili, basati sui tassi reali di sovraffollamento, sulla programmazione dei pensionamenti e sulle riaperture programmate, abbandonando definitivamente la fallimentare logica degli interventi a pioggia”.

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