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“Porta Atlantica” spalancata: perchè in Calabria piove senza sosta da oltre 1 mese. E domani arriva un altro ciclone

Calabria

Cicloni a ripetizione

“Porta Atlantica” spalancata: perchè in Calabria piove senza sosta da oltre 1 mese. E domani arriva un altro ciclone

Calabria sotto assedio: un mese ininterrotto di piogge gonfia i fiumi e satura il terreno. Dall’Atlantico piogge incessanti, venti di burrasca e mareggiate, così l’esposizione ai flussi oceanici ha trasformato l’inverno in autunno

Marco Garofalo

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Porta atlantica spalancata Calabria

COSENZA – La Calabria sta facendo i conti con l’ennesima ondata di maltempo che ha provocato esondazioni, frane e smottamenti. Dal ciclone Harry, che un mese fa ha devastato i versanti Ionici del Catanzarese e Crotonese, al Ciclone Nils che ha colpito di versanti tirrenici e le zone interne della provincia di Cosenza e del Catanzarese. Raffiche di vento a oltre 110 KM/h, mareggiate con onde alte anche 5 metri e veri e propri nubifragi che hanno scaricato una quantità enorme di pioggia. Da oltre un mese e mezzo cade una quantità enorme di pioggia e stanotte la terra ha ceduto: frane, smottamenti e colate di fango in diversi comuni della Provincia di Cosenza dove è in vigore un’allerta arancione.

 

Piogge incessanti da 1 mese: fiumi e torrenti esondati

Oltre 150 millimetri sono caduti sulla catena Costiera in meno di 48. Il fiume Busento, che nasce dal versante ovest del Monte Serratore, tra i comuni di Malito e Domanico, ha registrato una piena che non si vedeva da diversi anni. I terreni zuppi di acqua che non riescono più ad assorbire la nuova pioggia che cade con insistenza da un mese fatta eccezione per brevi pause. Fiumi e torrenti si sono ingrossati fino a esondare: il Corace è esondato sia a Bianchi sia nella zona di Porto a Gimigliano, il Busento a Dipignano, il torrente Jassa a Cosenza, il Campagnano a Rende, il fiume Amato tra Marcellinara e le aree limitrofe. Diversi torrenti esondanti anche sul Tirreno Cosentino.

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Porta Atlantica spalancata: Calabria nel mirino di piogge e cicloni a ripetizione

Dimenticate i lunghi periodi di siccità e il dominio incontrastato dell’anticiclone che hanno caratterizzato gli ultimi inverni al Sud e in genere su buona parte dell’Italia. Quest’anno lo scenario meteorologico è radicalmente cambiato. Da inizio gennaio, la cosiddetta “Porta Atlantica” si è aperta veicolando nel cuore del Mediterraneo perturbazioni a ripetizione. Il termine “Porta Atlantica” è utilizzato nella meteorologia per indicare particolare assetto barico. Si tratta di una configurazione atmosferica in cui le correnti occidentali, cariche di umidità oceanica, riescono a scorrere liberamente dall’Atlantico verso l’Europa meridionale.

Le cause della persistenza

Alla base di questa fase instabile c’è una vasta area di bassa pressione stazionaria sull’Atlantico. Dal inizio gennaio, questa depressione funge da “nastro trasportatore”, inviando verso l’Italia vortici ciclonici e fronti perturbati in serie, aria mite e umida che impedisce al freddo artico di scendere verso sud. Forte maltempo con ventili di burrasca e conseguenti mareggiate lungo le coste esposte. La conformazione geografica della nostra Penisola gioca un ruolo fondamentale nella distribuzione delle piogge.

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Il muro dell’Appennino

Le correnti provenienti da Ovest impattano direttamente sulle regioni settentrionali e su quelle che si affacciano sul Mar Tirreno. Queste aree ricevono il carico maggiore di precipitazioni poiché le masse d’aria umida, incontrando i rilievi, si sollevano e condensano in pioggia. Al contrario, le regioni adriatiche godono di una protezione naturale: la catena appenninica funge da scudo, lasciando queste zone più asciutte e talvolta soleggiate, nonostante il contesto generale di forte instabilità.  Questo flusso atlantico costante agisce come un vero e proprio “freno” per il vero inverno: le masse d’aria gelida di origine artica o continentale restano confinate alle alte latitudini, interessando solo il Nord-Est europeo e lasciando l’Italia in un limbo di temperature miti ma sotto piogge incessanti.

Quanto durerà? Nuovo ciclone domani

L’aspetto più critico di questa situazione è la sua persistenza. Non si tratta di un singolo peggioramento, ma di una sequenza ininterrotta di impulsi perturbati che viaggiano dalla Penisola Iberica verso il cuore del Mediterraneo. Al momento, i modelli non mostrano segnali di cambiamento radicale per almeno i prossimi 10 giorni.

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Domani è previsto un nuovo peggioramento del tempo per l’arrivo dell’ennesimo ciclone. Ancora una volta a farne le spese i versanti tirrenici  con venti di burrasca e nubifragi con cumulate pluviometriche anche superiori a 200 millimetri tra Sicilia Nord-Orientale e Calabria. I pericoli maggiori derivano dalla condizione di terreni ancora imbibiti e corpi idrici saturi per i ravvicinati eventi meteo (il medicane Harry ha provocato accumuli di pioggia superiori a 500 millimetri in 3 giorni).

Il profondo vortice ciclonico, scaturito dallo scontro tra aria fredda artica e correnti miti afro mediterranee, evolverà dall’area tirrenica a quella ionica tra la giornata di sabato San Valentino e quella di domenica. Proprio domenica sono previste correnti fredde verso le regioni adriatiche e il Sud e la situazione non migliorerà nei giorni successivi.

 

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