Ionio
Porto d’armi negato per legami familiari con un boss di ‘ndrangheta, Tar accoglie il ricorso
Accolto il ricorso dell’uomo contro il diniego disposto della Questura di Cosenza annullando il provvedimento impugnato. Suo fratello è un personaggio di spicco di una nota cosca di ‘ndrangheta

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Il Tar Calabria ha accolto il ricorso avanzato dagli avvocati Francesco Nicoletti e Manuela Serembe, difensori dell’uomo al quale era stato negato il rinnovo del porto d’armi perché fratello di un soggetto ritenuto al vertice di una cosca di ‘ndrangheta.
Diniego al porto d’armi per parentela con uomo di ‘ndrangheta
Il diniego era stato disposto dal Questore di Cosenza che, a seguito di contraddittorio documentale, aveva emesso apposito decreto negando il rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia. Per come rilevato dal ricorrente, le ragioni alla base del rifiuto sarebbero state legate al rapporto di parentela con il fratello, personaggio di spicco di una nota cosca di ‘ndrangheta, soggetto acclaratamente strutturato con ruoli decisionali di vertice e raggiunto da misura custodiale in carcere emessa dalla DDA di Catanzaro perché ritenuto responsabile di delitto oltre che di gestione del traffico di sostanze stupefacenti, traffico di armi, porto abusivo di armi, tentato omicidio ed estorsioni in danno di commercianti ed imprenditori.
Il ricorso al Tar e l’accoglimento
Il ricorrente affidandosi allo studio legale Nicoletti ha deciso di presentare ricorso al Tar Calabria per chiedere l’annullamento del decreto del Questore di Cosenza. Dinanzi al Tribunale amministrativo si è costituita in giudizio l’avvocatura distrettuale dello Stato di Catanzaro per il Ministero dell’Interno e per la Questura di Cosenza al fine di chiedere l’inammissibilità del ricorso, l’irricevibilità e/o comunque il rigetto nel merito per l’infondatezza della domanda. La stessa Avvocatura dello Stato ha chiesto, inoltre, la condanna del ricorrente alle spese e competenze del giudizio.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria, definitivamente pronunciando sul ricorso, in totale accoglimento delle richieste formulate dal ricorrente, lo ha accolto con annullamento del provvedimento impugnato.




















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