Area Urbana
"INVISIBILI"
Emarginazione e povertà a Cosenza. Le storie di Abdul e Lovetz e l’appello alle istituzioni
Emergenza povertà a Cosenza. L’Osservatorio Regionale lancia l’allarme e chiede interventi immediati: “il volontariato non può sostituirsi allo Stato”

COSENZA – L’Osservatorio Regionale delle Nuove Povertà, presieduto dal dottor Antonio Belmonte, accende i riflettori su una situazione sempre più critica, segnalando due casi emblematici di estrema marginalità: Abdul, 19 anni, originario della Costa d’Avorio, e Lovetz, 40 anni, di nazionalità nigeriana. Un appello urgente alle istituzioni affinché intervengano con soluzioni concrete e strutturali.
Povertà ed emarginazione, le storie di Abdul e Lovetz
La notte scorsa, una delegazione composta dal gruppo CISOM di Cosenza, dai rappresentanti dell’Associazione Giorgio La Pira e dai vertici dell’Osservatorio ha effettuato un sopralluogo al fine di prestare soccorso e verificare le condizioni di vita dei due cittadini, definiti “invisibili”. Le situazioni riscontrate raccontano un degrado profondo.
Abdul, appena 19enne, vive in un casolare abbandonato, in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie. Lovetz, invece, trascorre le notti all’addiaccio nel pieno centro cittadino, nei pressi di Piazza Loreto, trovando riparo solo sotto il portone di una chiesa.
L’appello alle istituzioni
“Non possiamo restare indifferenti di fronte a un ragazzo di 19 anni o a una donna abbandonata alle intemperie nel cuore della nostra città”, ha dichiarato il presidente Antonio Belmonte. “Sebbene il volontariato rappresenti il cuore pulsante della solidarietà, la risoluzione di casi così complessi spetta alle Istituzioni preposte alla civile convivenza e alla tutela dei diritti fondamentali. Il volontariato non può e non deve sostituirsi allo Stato”.

L’Osservatorio si è attivato immediatamente, informando le autorità competenti e contattando il Pronto Intervento Sociale, come indicato dall’assessore al Welfare Veronica Buffone, già a conoscenza della situazione. Nonostante il coinvolgimento delle forze dell’ordine e dei volontari, si attende ancora una risposta definitiva. Abdul e Lovetz merita un percorso di accoglienza dignitoso e sicuro.
L’Osservatorio chiede un intervento tempestivo dei servizi sociali per restituire dignità e speranza a chi oggi vive senza un tetto e senza certezze.


















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