Tirreno
Praia a Mare: ordinanza sul coprifuoco ai minori, CNDDU «necessaria una risposta educativa»

PRAIA A MARE (CS) – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani prende atto con attenzione dell’ordinanza firmata dal sindaco di Praia a Mare, Antonino De Lorenzo, che stabilisce un coprifuoco notturno per i minori di 14 anni – dalle 00:30 alle 7:00 – con sanzioni per chi trasgredisce e per chi ne esercita la responsabilità genitoriale. “Comprendiamo il contesto in cui si colloca questa decisione: un territorio che, nei mesi estivi, affronta un aumento della pressione sociale e fenomeni di disagio giovanile notturno, legati talvolta a episodi di schiamazzi, vandalismo e comportamenti a rischio. Non si può ignorare la preoccupazione delle famiglie, dei residenti e delle istituzioni per il clima che si genera in tali circostanze. In tal senso, l’ordinanza rappresenta un tentativo di dare risposta immediata a situazioni concrete, che vanno prese sul serio”.
“Tuttavia, pur nella comprensione delle motivazioni, riteniamo necessario – dichiara il prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU – affiancare a tali misure un forte investimento educativo, volto a promuovere comportamenti consapevoli nei giovani e un patto di corresponsabilità tra istituzioni, scuola e famiglie”.
“Limitare la libertà di movimento dei minori – soprattutto se generalizzato – può generare forme di esclusione e malessere e non risolve, da solo, le radici del problema.
Il comportamento notturno di molti adolescenti non è soltanto una “devianza da contenere”, ma una modalità – spesso disorganica e confusa – con cui i giovani cercano spazio, visibilità e appartenenza in un mondo che sentono distante. L’assenza di presìdi educativi alternativi, la crisi del ruolo genitoriale, la fragilità del sistema scolastico e la mancanza di luoghi di aggregazione contribuiscono a generare una fascia giovanile che si muove senza orientamento né riconoscimento sociale”.
“La sociologia dell’adolescenza ci insegna che i comportamenti di “rottura” – specie nelle fasce orarie simbolicamente legate alla libertà – non sono casuali. Sono spesso espressione di un’esigenza di confronto con le regole, in un’età in cui l’identità è in formazione. In quest’ottica, reprimere non basta: bisogna accompagnare, spiegare, costruire alternative. Altrimenti si rischia di irrigidire un conflitto già in atto tra adulti e adolescenti, rendendolo ancora più difficile da gestire”.
La proposta del CNDDU all’amministrazione praiese
Alla luce di quanto esposto, il CNDDU invita l’Amministrazione comunale di Praia a Mare a trasformare questa ordinanza in un punto di partenza per un lavoro educativo condiviso. Suggeriamo di affiancare al provvedimento:
– percorsi estivi di educazione civica e prevenzione del disagio, in collaborazione con le scuole e le associazioni locali;
– la creazione di spazi sicuri di aggregazione giovanile anche nelle ore serali, animati da educatori e figure competenti;
– l’attivazione di tavoli interistituzionali permanenti in cui ragazzi, famiglie, insegnanti e amministratori possano confrontarsi e proporre soluzioni dal basso.
L’ordinanza può forse contenere alcuni effetti indesiderati nel breve periodo, ma solo una comunità educante coesa e attiva può garantire soluzioni durature, che rispettino al contempo la sicurezza dei cittadini e i diritti dei minori.



















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