Tirreno
i risultati
Schiume e chiazze marroni in mare? Pubblicati gli esiti dei prelievi sul Tirreno Cosentino: valori tutti conformi
Pubblicati gli esiti ufficiali dei campionamenti straordinari condotti tra l’8 e il 9 agosto lungo tutta la costa Tirrenica Cosentina e catanzarese: le schiume e le strisce marroni in mare causate dal caldo e dalle microalghe. Gli esiti dei prelievi mostrano tutti valori conformi

COSEZA – Dopo giorni di infuocate polemiche social, con foto e video delle acque del mar Tirreno con schiume e chiazze marroni e fiumi di proteste da parte dei bagnanti, arrivano i risultati che mettono la parola fine alla bufera mediatica sul “mare sporco” lungo il Tirreno cosentino. I campionamenti straordinari effettuati dall’Arpacal nei giorni 8 e 9 agosto 2026 nel tratto compreso tra Diamante, Cetraro, Paola, Fiumefreddo Bruzio ed Amantea– e più in generale anche nel lametino – hanno dato esito negativo per quanto riguarda l’inquinamento: tutti i parametri microbiologici sono pienamente conformi ai limiti di legge.
Le segnalazioni lungo il Tirreno Cosentino
Tutto è iniziato nel corso dello scorso weekend, quando lungo ampi tratti di costa si sono manifestate chiazze di schiuma e strisce dai toni giallastri e marroni a ridosso della riva. Il colpo d’occhio ha spinto decine di turisti e residenti a rinunciare al bagno, scatenando una pioggia di attacchi, segnalazioni e richieste di spiegazioni dirette alle amministrazioni locali, accusate sui social network di cattiva gestione dei depuratori e mancata tutela del litorale. Di fronte al caos mediatico, i sindaci della costa – tra cui i primi cittadini di Fuscaldo, Paola, Diamante e Guardia Piemontese – sono intervenuti con fermezza, dati alla mano, per rassicurare la popolazione e spiegare la reale natura di un fenomeno climatico e biologico ben noto da anni.

La spiegazione scientifica di Arpacal: caldo e microalghe
Era intervenuta anche Arpacal confermando che le anomalie visive non erano riconducibili a scarichi fognari abusivi o inquinamento, ma la causa era da ricercare nell’eccezionale ondata di calore che sta surriscaldando il Mar Mediterraneo.
L’aumento delle temperature e l’irraggiamento solare favoriscono la rapida proliferazione di microalghe innocue (fitoplancton), il Ciclo vitale e decomposizione: durante la loro decomposizione, queste biomasse vegetali rilasciano in acqua sostanze organiche naturali capaci di creare tensioattivi e schiume e il Mantenimento lungo la costa: il moto ondoso mescola l’aria con le sostanze organiche e i sedimenti, mentre il vento e le correnti superficiali spingono e concentrano le strisce marroni verso la battigia.
«Schiume e chiazze superficiali osservate lungo alcuni tratti della costa tirrenica calabrese – aveva spiegato in una nota l’agenzia regionale – sono legate a normali dinamiche dell’ambiente marino, particolarmente evidenti nel periodo estivo e in presenza di mare mosso. La presenza di schiume o chiazze non è automaticamente indice di inquinamento. Il dato microbiologico emerso dai punti prelevati registra valori conformi ai limiti di legge, dimostrando che i fenomeni osservati sono riconducibili alle dinamiche naturali del mare».

I risultati delle analisi dei campioni lungo il Tirreno
I dati microbiologici diffusi dall’Agenzia regionale sui prelievi dello scorso fine settimane confermano la sicurezza igienico-sanitaria del mar Tirreno con tutti i valori conformi ai limiti di legge. Per garantire la massima trasparenza verso i cittadini e gli operatori turistici, l’Arpacal da marzo pubblica tutti i report dettagliati sui campionamenti 2026 nella sezione Balneazione del proprio portale ufficiale, affiancando ai dati dei prelievi una scheda scientifica esplicativa che illustra il funzionamento di queste fioriture algali, ampiamente riscontrate anche in altre regioni italiane.


















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