SPEZZANO DELLA SILA (CS) – Valorizzare il patrimonio agroalimentare della Sila, rafforzare le filiere locali e trattenere sul territorio una quota maggiore della ricchezza generata dalle produzioni. Sono questi gli obiettivi del bando “Comunità del Cibo della Sila Autentica”, promosso dal GAL Sila Sviluppo nell’ambito dell’intervento SRG06 del CSR Calabria 2023-2027, con una dotazione finanziaria di 280.000 euro.

L’iniziativa è stata presentata in Piazza Misasi, a Camigliatello Silano, nel corso di una conferenza stampa e di un dibattito pubblico organizzati nell’ambito della manifestazione “Autunno in Sila – Sagra del Fungo”. Al centro del confronto, il ruolo del cibo come leva di sviluppo economico e sociale, capace di collegare agricoltura, allevamento, trasformazione, ristorazione, turismo e identità territoriale.
“La Sila possiede un patrimonio agroalimentare straordinario, ma dobbiamo chiederci quanto della ricchezza generata dalle nostre produzioni rimanga effettivamente sul territorio”, ha sottolineato Francesco De Vuono, direttore del GAL Sila Sviluppo. “Troppo spesso le nostre materie prime vengono commercializzate a prezzi poco remunerativi, mentre una parte significativa del valore aggiunto viene realizzata altrove. Dobbiamo rafforzare le filiere locali, migliorare la capacità di trasformazione e commercializzazione e garantire una più adeguata remunerazione ai produttori”.

Comunità del Cibo della Sila: bando da 280mila euro
Una sfida che riguarda anche produzioni identitarie come la Patata della Sila IGP e il Caciocavallo Silano DOP, il cui riconoscimento di qualità deve tradursi in maggiori opportunità economiche per il territorio. Il bando punta sulla realizzazione di “Progetti Complessi”, attraverso partenariati tra imprese agricole, operatori economici, associazioni ed enti pubblici. Le principali priorità riguardano il rafforzamento delle filiere corte, il marketing territoriale del cibo, la promozione coordinata delle produzioni locali, la tutela della biodiversità e la valorizzazione delle tradizioni gastronomiche.
Il percorso prevede una prima fase di manifestazione di interesse e costituzione dei partenariati, seguita da una fase di accompagnamento e progettazione. Il GAL svolgerà un ruolo attivo di animazione e coordinamento, favorendo la collaborazione tra gli operatori. “Non vogliamo finanziare semplicemente iniziative isolate, ma costruire reti territoriali capaci di generare benefici duraturi”, ha evidenziato De Vuono. Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra sviluppo economico e contrasto allo spopolamento delle aree interne.
“Il turismo è una risorsa importante, ma da solo non basta. Un territorio deve poter vivere prima di tutto delle attività economiche delle persone che lo abitano. Dobbiamo creare lavoro, sostenere le imprese e offrire nuove prospettive ai giovani”. “Non basta che i prodotti della Sila siano conosciuti e apprezzati fuori dal territorio. Dobbiamo fare in modo – ha concluso De Vuono – che il loro successo economico produca ricchezza anche dentro la Sila. È questa la vera sfida della Comunità del Cibo”.
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