Calabria
Prima campanella per gli studenti calabresi, oltre 240mila in classe: ma i bambini diminuiscono
Sono 240.859 gli studenti calabresi tornati sui banchi. Ma dietro la prima campanella emerge un dato preoccupante: tra il 2025 e il 2028 la popolazione calabrese tra 0 e 19 anni è prevista in calo del 5,9%,

COSENZA – Prima campanella questa mattina per 240.859 studenti calabresi che iniziano quindi l’anno scolastico 2026/2027. La provincia con il maggior numero di alunni, secondo i dati regionali, è Cosenza con 84.439, seguita da Reggio Calabria con 68.996, Catanzaro con 44.166, Crotone con 23.385 e Vibo Valentia con 19.873. Sono invece 145.099 quelli che frequentano gli istituti comprensivi e 86.034 le scuole secondarie di secondo grado. Altri 5.995 sono negli istituti omnicomprensivi e 3.731 nei convitti nazionali.
Gli studenti calabresi diminuiranno del 5,9% entro il 2028
La fotografia dell’anno appena iniziato si accompagna, però, a quella del progressivo calo delle nuove generazioni. Tra il 2025 e il 2028 la popolazione calabrese tra zero e 19 anni è prevista in diminuzione del 5,9%. La contrazione più forte riguarda i bambini tra 5 e 9 anni, con un calo del 10,18%, oltre uno su dieci. Nella fascia della scuola primaria la flessione più consistente è prevista a Catanzaro (-11,65%), seguita da Cosenza (-11%), Reggio Calabria (-9,08%), Crotone (-9,06%) e Vibo Valentia (-8,48%).
Numeri che fanno da sfondo alle emozioni degli studenti tornati tra i banchi. “Siamo in ansia ed emozionati perché non sappiamo come sarà questa nuova avventura. Speriamo che vada bene e che i professori non pretendano troppo e siano bravi con noi”, raccontano alcuni ragazzi al loro ingresso all’Istituto tecnico industriale statale ‘Ercolino Scalfaro‘ di Catanzaro.
Per chi è già avanti nel percorso l’obiettivo è migliorare. “Spero di raggiungere risultati superiori rispetto all’anno scorso”, dice uno studente, mentre un altro punta ad “aumentare” le proprie “capacità al computer e nelle altre materie”. Tra le discipline che preoccupano maggiormente spuntano matematica, italiano e le materie dell’indirizzo informatico, anche per l’aumento delle ore previsto nel percorso di studi.
Opinioni diverse, invece, sul divieto di utilizzare gli smartphone durante le lezioni. “È sicuramente una cosa giusta, io non lo utilizzavo neanche negli anni precedenti”, sostiene uno degli studenti. Di parere opposto un compagno: “Il telefono viene utilizzato per tanti scopi, secondo me il divieto è inutile”. Per tutti, comunque, la prima campanella porta con sé la voglia di ritrovarsi. “Sono felice di rivedere i miei compagni. Quest’anno spero di migliorare in tante cose”, racconta uno dei ragazzi.


















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