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Processo Bergamini: udienza interminabile, testimonianze incongruenti e colpi di scena

Processo Bergamini: udienza interminabile, testimonianze incongruenti e colpi di scena

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COSENZA –  Si sapeva che sarebbe stata un’udienza decisamente lunga, in considerazione delle sei deposizioni in programma, ma certamente si è andati oltre le aspettative se si pensa che l’udienza è terminata a mezzanotte e sono stati ascoltati solo quattro dei sei teste previsti.

Il processo seguito alla morte dell’ex calciatore del Cosenza, Donato Bergamini, continua a “regalare” sorprese. Ed una prima arriva subito perché, per iniziare, serve l’intervento dei Carabinieri e di un’ambulanza. Tre testimoni sui sei in programma, infatti, ovvero Concetta Tenuta, Michelina Mazzuca ed Assunta Trezzi, rispettivamente madre, cugina acquisita e zia di Isabella Internò, avevano presentato un certificato medico. Le motivazioni, però, non hanno convinto la Corte che ha richiesto l’accompagnamento coatto per Concetta Tenuta e Michelina Mazzuca. I carabinieri, quindi, si sono recati presso le loro abitazioni e le hanno accompagnate in tribunale.

Mentre la deposizione della zia, Assunta Trezzi, è stata posticipata al 19 maggio prossimo ( udienza che sarà celebrata a Bologna). Per quanto concerne, poi, la madre di Isabella Internó, è stato necessario il trasporto in ambulanza per raggiungere il tribunale. Condizione per là quale l’udienza è iniziata con circa 4 ore di ritardo, ovvero dopo le 13. Concetta Tenuta, madre dell’imputata, ha parlato della vicenda legata all’interruzione di gravidanza. La donna ha dichiarato di non aver saputo nulla, all’epoca, dell’aborto della figlia e di aver appreso la notizia nel 2018 dalla sorella. La stessa donna, inoltre, ha confessato che, qualora ne fosse stata a conoscenza, non avrebbe mai accettato l’aborto e che la figlia, successivamente, si sarebbe rifiutata di parlarne.
Per quanto riguarda, invece, il giorno della morte di Bergamini, la madre dell’imputata ha ricordato quando, nel pomeriggio, il giocatore chiamò Isabella Internó e a lei ed al marito parve strano perché erano mesi che si erano lasciati.
La sera, del 18 novembre 1989 (data della morte di Denis) secondo il racconto di Tenuta, il marito, ovvero il padre di Isabella, sarebbe stato in casa al momento della telefonata che avvisava dell’accaduto. Successivamente sarebbero andati a prendere Isabella a Roseto, sul luogo dell’incidente, contrariamente a quanto dichiarato da altri testimoni, secondo i quali Isabella Internó si trovava in caserma.

Successivamente è stata la volta di Michelina Mazzuca, moglie di Roberto Internó, cugino di Isabella. Una testimonianza, nel corso della quale sono stati diversi i momenti in cui i toni si sono alzati. Mazzuca ha dichiarato di non aver mai avuto grandi rapporti con Isabella. Diverse, poi, le contraddizioni emerse rispetto al racconto della madre di Isabella Internò. Secondo il racconto della Mazzuca, infatti, quando arrivò la telefonata che annunciava la morte di Bergamini in casa dei suoceri, il padre di Isabella si trovava lì e chiese al fratello Roberto di accompagnarlo a Roseto. Contraddizioni sono emerse nel corso di tutta la deposizione rispetto ad altre dichiarazioni rilasciate in passato. Ed anche sulla presenza della madre di Isabella Internò in casa della suocera, al momento della telefonata. In aula, inoltre, sono state ascoltate delle intercettazioni ambientali nel corso delle quali, alla vigilia di un precedente interrogatorio, avvenuto nel 2019, Roberto Internó, nel corso di una accesa discussione con la moglie, secondo l’accusa, avrebbe indicato alla stessa la versione dei fatti. Circostanza questa negata dalla Mazzuca.

Dopo la moglie, è stata la volta del marito, Roberto Internò. Da registrare ancora discordanze inerenti la sera della morte del calciatore. L’uomo ha dichiarato che a casa dei genitori, insieme a lui, c’erano il padre, lo zio Franco, il fratello Dino Pippo ed il cognato Luigi D’Ambrosio e stavano giocando a carte all’aperto, davanti casa (non dentro come invece aveva affermato la moglie) e c’era ancora luce. All’intento dell’abitazione, invece, c’erano la moglie, la madre, le sorelle e la zia Cettina, ovvero la madre di Isabella Internò. Sulla presenza di Luigi D’Ambrosio in casa e successivamente in macchina nel viaggio a Roseto, non c’è traccia fino all’interrogatorio del 2019. Presenza confermata da Roberto Internó ieri.

Il viaggio verso Roseto

Proprio suo viaggio a Roseto emergono dei punti che non sono sembrati chiari alla Corte. Internò, infatti, ha affermato di essersi diretto a Roseto per andare a prendere Isabella nella Caserma dei carabinieri. La coda lungo la strada lo avrebbe praticamente “condotto” sul luogo dell’incidente. Circostanza questa contestata dalla Corte, poiché per chi viene da Cosenza la caserma dei Carabinieri si trova prima rispetto al luogo dell’incidente. Per quanto riguarda, infine, le intercettazioni ambientali con la moglie, l’uomo ha affermato di non aver mai minacciato o aggredito la moglie.
Successivamente, poco prima delle 23, è stato ascoltato Luigi D’Ambrosio, marito di Loredana Internò, scomparsa qualche anno fa e sorella di Roberto Internò.
Sulla sua presenza in casa ed in macchina la sera della morte di Bergamini, venuta fuori solo in un secondo momento, l’uomo ha attribuito la circostanza all’assenza di specifiche domande rivolte ai parenti. D’Ambrosio colloca i genitori di Isabella Internò a casa dei suoceri nel momento in cui è arrivata la telefonata che annunciava la morte del calciatore. Cosa che in passato non aveva affermato con certezza.

Per quanto concerne, il viaggio a Roseto, D’Ambrosio ha ricordato di aver trovato Isabella Internò su una panchina e di essersi recati sul luogo dell’incidente, di essere sceso insieme allo zio Franco, ovvero il padre di Isabella, e di aver visto il camion ed il corpo di Bergamini ancora scoperto.Secondo il racconto di D’Ambrosio, la partenza sarebbe avvenuta da Cosenza quando c’era ancora luce, mentre a Roseto l’arrivo all’imbrunire.
La Corte ha deciso, poi, intorno a mezzanotte, di rimandare la deposizione di Francesco Arcuri, prevista ieri, all’udienza del prossimo 29 maggio. I prossimi 19 e 20 maggio, invece, il processo si trasferirà a Bologna e saranno sentiti, tra gli altri, oltre ad Assunta Trezzi, anche l’ex giocatore del Cosenza, Maurizio Lucchetti, e la moglie Tiziana Rota.

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