Calabria
Processo naufragio di Cutro, il teste Frontex: «Volevano una relazione sull’interrogatorio, ma non l’ho fatta»
Il maresciallo della Guardia di finanza Walter Vincenzo Pascalicchio ha ricostruito in aula le ore precedenti al naufragio di Steccato di Cutro, in cui morirono 94 persone. «Il dubbio mio è che ci fossero persone sotto», ha dichiarato, riferendo anche i contrasti sulle valutazioni del caicco e le comunicazioni con il comando della Finanza

CROTONE – Va avanti il processo sui presunti ritardi nei soccorsi in occasione del naufragio di Steccato di Cutro, costato la vita a 94 persone. Ieri è stato ascoltato il maresciallo della Guardia di finanza Walter Vincenzo Pascalicchio che, al pm Matteo Staccini, ha riferito: «al reparto volevano una relazione sull’interrogatorio che ho svolto con lei, ma io non l’ho fatta. Ho mantenuto il riserbo assoluto sui contenuti, non sapevo come comportarmi ma per non rischiare non l’ho fatta».
Processo naufragio di Cutro, la relazione mai redatta
Oggi in forza al Gan di Taranto, Pascalicchio quella notte era in servizio come esperto di Law enforcement nella Mas Room di Frontex a Varsavia. Davanti ai giudici ha ripercorso quanto accaduto nella sala operativa dell’agenzia europea, soffermandosi sulle valutazioni effettuate dopo l’avvistamento del caicco. «Il dubbio mio è che ci fossero persone sotto», ha raccontato il finanziere, evidenziando il disaccordo con il collega della Capitaneria di porto: «la mia valutazione non è stata condivisa da Magistri che dopo aver visto le immagini del caicco mi dice: naviga bene, è tuo. Io gli dico che c’è una risposta termica e che magari la barca era piena di siriani che scappavano dal terremoto».

Secondo Pascalicchio, era necessario costruire una risposta operativa adeguata partendo proprio dall’ipotesi della presenza di migranti a bordo. Nel messaggio trasmesso alle autorità italiane, la dicitura «possibile people on board» risultava coerente con le informazioni disponibili, «pur non essendoci in quel momento un conclamato pericolo o la certezza di un evento Sar». Il teste ha tuttavia precisato che «una classificazione precoce come Law enforcement avrebbe rischiato di compromettere il dispiegamento dei mezzi adatti a quelle condizioni meteo, spettando poi a Icc e Imrcc il compito decisorio».

I messaggi prima del naufragio
Un altro passaggio della testimonianza ha riguardato le comunicazioni avviate poco dopo le 22.40 del 25 febbraio 2023. Per garantire una «circolarità informativa» e sollecitare un intervento condiviso con la Guardia costiera, Pascalicchio inviò alcuni messaggi in chat al suo ex comandante, all’epoca alla guida della sezione Operativa del Coan della Guardia di finanza di Pratica di Mare. «Anche se vedevo la mancanza di distress ho chiesto una verifica in situ, nell’area dove si poteva trovare il caicco. Quel target mi preoccupava perché non volevo che scadesse verso costa con quelle condizioni meteo», ha riferito il maresciallo, ricostruendo le preoccupazioni manifestate nelle ore precedenti al tragico naufragio.
















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