Calabria
Processo “Nuova Linea”: 5 condanne e 14 assoluzioni tra cui il Sindaco di Scilla Gaetano Ciccone e il fratello
Sentenza di primo grado sull’inchiesta di ‘ndrangheta che nel 2022 aveva travolto il comune tirrenico del reggino. Il Tribunale dispone 5 condanne e 14 assoluzioni: tra loro anche il dirigente dell’Ufficio Tecnico Bruno Doldo

REGGIO CALABRIA – Processo “Nuova Linea”: si è concluso con 5 condanne e 14 assoluzioni il giudizio di primo grado (svolto con rito ordinario), scaturito dalla maxi inchiesta antimafia denominata “. La sentenza è stata pronunciata dai giudici del Tribunale di Reggio Calabria, sotto la presidenza del giudice Silvia Capone. Il verdetto ha ridisegnato i contorni di un’indagine che nel 2022 aveva fatto tremare gli equilibri politici e amministrativi dell’area tirrenica reggina.
Assolti i fratelli Ciccone e il dirigente comunale Doldo
Il dato politicamente e giudiziariamente più rilevante emerso dalla sentenza riguarda la totale assoluzione dei vertici istituzionali del Comune di Scilla coinvolti nel procedimento. I giudici hanno assolto Gaetano Ciccone (Sindaco di Scilla) accusato di traffico di influenze e il fratello Pasqualino (ex sindaco della medesima cittadina tirrenica),imputato con la pesante accusa di scambio elettorale politico-mafioso ed è stato assolto. Scagionato da ogni accusa anche Bruno Doldo dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Scilla, accusato di turbativa d’asta.
Processo “Nuova Linea: cinque Condanne Inflitte dal Tribunale
A fronte delle quattordici assoluzioni complessive, il Tribunale di Reggio Calabria ha invece comminato cinque condanne nei confronti di altrettanti imputati. Per due di loro i giudici hanno applicato il principio della continuazione con precedenti procedimenti penali:
Rocco Vizzari: Condannato a 22 anni di reclusione (in continuazione con altri procedimenti).
Giovanni De Lorenzo: Condannato a 20 anni di reclusione (in continuazione con altri procedimenti).
Rocco Busceti: Condannato a 9 anni di reclusione.
Antonino Cosentino (detto “Poldino”): Condannato a 7 anni di reclusione.
Rosario De Giovanni: Condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione.

I dettagli dell’Inchiesta
L’indagine “Nuova Linea”, avviata in modo articolato e complesso nel 2021 dai Carabinieri, portò all’esecuzione di 22 misure cautelati l’8 Settembre del 2022, e rappresentava la prosecuzione di storiche inchieste coordinate dalla DDA di Reggio Calabria contro i clan locali, come i procedimenti “Cyrano”, “Alba di Scilla” e, in ordine di tempo “Lampetra”. Le attività investigative avevano l’obiettivo di mappare la persistente operatività della criminalità organizzata nei territori di Scilla, Villa San Giovanni e Bagnara Calabra.
Al centro del focus investigativo sul territorio di Scilla c’era la storica cosca “Nasone-Gaietti”, la cui esistenza è considerata ormai un dato assodato da plurime sentenze. Secondo le ricostruzioni dell’accusa, gli equilibri criminali si erano riassestati attorno alla figura centrale di un indagato che, dopo la scarcerazione avvenuta nel novembre 2018 e nonostante fosse sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, avrebbe assunto la guida del sodalizio. Un ruolo direttivo che avrebbe ricevuto persino la formale consacrazione da parte della potente cosca Alvaro di Sinopoli, dando vita – da qui il nome dell’operazione – a un inedito assetto criminale, una vera e propria “nuova linea” di ‘ndrangheta sul territorio scillese.
Il sistema dei condizionamenti e della rete estorsiva
Le indagini dell’Arma avevano raccolto una serie di gravi elementi indiziari su diversi fronti con pressione sugli appalti pubblici, con una vasta e pervasiva rete estorsiva ai danni di imprenditori impegnati in lavori edili, sia pubblici che privati, estesa da Scilla fino agli altri centri del circondario, l‘imposizione forzata ai ristoratori scillesi di forniture di prodotti ittici e alimentari gestite direttamente da esponenti legati alla ‘Ndrangheta e un’ingerenza della criminalità organizzata all’interno della vita politica e gestionale del Comune di Scilla. Un quadro accusatorio che, per quanto riguarda le figure del sindaco, dell’ex Sindaco e del capo dell’Ufficio Tecnico, è caduto al vaglio del giudizio di primo grado.




















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