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Processo strage di Cutro: negato ai carabinieri l’accesso diretto ai file audio del naufragio

Calabria

Sesta udienza

Processo strage di Cutro: negato ai carabinieri l’accesso diretto ai file audio del naufragio

Durante la sesta udienza del processo sul naufragio di Cutro emergono nuovi dettagli sulle indagini. Spunta anche una discrepanza tra le registrazioni audio acquisite a Roma e quelle della Capitaneria di Reggio Calabria

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CROTONE – Nuovi elementi, tra cui il diniego all’accesso diretto ai file audio, sono emersi nella sesta udienza nel processo sui presunti ritardi nei soccorsi relativi al naufragio di Cutro avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro e costato la vita a 94 persone.

Processo naufragio di Cutro, il file audio negato

Durante l’udienza è emerso che il Comando generale delle Capitanerie di porto ha negato ai carabinieri di Crotone la possibilità di acquisire direttamente le conversazioni registrate quella notte. I militari del Nucleo investigativo dell’Arma, incaricati delle indagini su delega della Procura, hanno spiegato che non è stato consentito l’accesso diretto ai sistemi informatici dell’Imrcc (Italian maritime rescue coordination centre) di Roma.

Il maresciallo Salvatore Talerico e il luogotenente Cosimo Minosa hanno riferito in aula che la decisione è stata motivata da ragioni informatiche: “il Comando generale ha preferito riversare i dati su un dvd vergine, consegnato poi agli inquirenti, per evitare potenziali rischi di ‘contagio’ dei sistemi tramite spyware o malware”.

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Le spiegazioni sulla sicurezza dei sistemi

Secondo quanto raccontato dai militari durante la testimonianza, il tema della sicurezza dei sistemi informatici sarebbe stato illustrato direttamente ai carabinieri durante un incontro a Roma. Come ha precisato Minosa “ad illustrare la problematica della sicurezza è stato il capitano Gianluca D’Agostino che ci ha ricevuti a Roma”. Lo stesso ufficiale dell’Arma ha poi chiarito le modalità con cui è stata effettuata l’acquisizione del materiale audio: “l’acquisizione è stata fatta da un operatore della Capitaneria. Accanto c’era il consulente della Procura e noi”.

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La discrepanza tra i file audio

Il controesame dei testimoni, richiesto dai legali degli imputati, ha fatto emergere anche una possibile anomalia tecnica tra i file acquisiti a Roma e quelli prelevati presso il V Mrsc della Capitaneria di Reggio Calabria. In particolare, nel file audio estratto dall’Imrcc di Roma mancherebbe un frammento di conversazione invece presente nella registrazione conservata a Reggio Calabria. Il passaggio riguarda uno scambio tra la Guardia costiera regionale e il Roan della Guardia di finanza di Vibo Valentia. La frase che non compare nel supporto romano sarebbe: “Al momento… noi… unità da far uscire… non”.

Il procedimento giudiziario riguarda presunti ritardi nelle operazioni di soccorso e vede imputati sei ufficiali appartenenti alla Guardia di finanza e alla Guardia costiera. Davanti al tribunale sono chiamati a rispondere: Alberto Lippolis, comandante del Roan di Vibo Valentia; Giuseppe Grillo, capoturno della sala operativa Roan; Antonino Lopresti, ufficiale in comando tattico della Guardia di finanza; Nicolino Vardaro, comandante del Gruppo Aeronavale della Guardia di finanza di Taranto; Francesca Perfido, ufficiale Imrcc di Roma e Nicola Nania, del V Mrsc di Reggio Calabria.

 

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